Di Giorgi indagato per una cena elettorale. Lui: già chiarito tutto

Di Giorgi indagato per una cena elettorale. Lui: già chiarito tutto
*Giovanni Di Giorgi*

*Giovanni Di Giorgi*

Finanziamenti ai partiti da un’azienda piacentina nel mirino di Guardia di Finanza e Procura della Repubblica. Venti le persone indagate: nove sono piacentini, i restanti 11 residenti in altre regioni. Tra i ‘forestieri’ nel mirino della procura anche il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi. Secondo quanto appreso, Di Giorgi avrebbe già chiarito la sua posizione. Al centro della vicendaS un contributo elettorale elargito da questa società, forse per una cena elettorale a Roma. Ed è infatti all’azienda che viene contestato di non aver inserito le somme elargite ai partiti nel proprio bilancio.

Come si legge sulla testata online Libertà.it che ha raccontato la storia: “Diversi i partiti che nel 2010, 2011 e 2012 hanno ricevuto somme come contributi elettorali, stando agli inquirenti senza il passaggio in consiglio di amministrazione della società, come invece previsto dalla legge in materia. Le persone finite sotto la lente della Finanza devono quindi rispondere dell’accusa di irregolarità nel finanziamento ai movimenti politici. Nell’arco di tre anni, si tratterebbe di somme di poco superiori ai 200mila euro.

Gli indagati sono stati interrogati dagli investigatori delle Fiamme Gialle e hanno respinto con decisione le accuse contestate. Sono l’imprenditore Bruno Giglio, amministratore unico della Biomedica Santa Lucia, e per quanto riguarda il Pd di Piacenza il consigliere regionale Marco Carini, l’ex vicesindaco Francesco Cacciatore, Piera Marchi, Marcellina Anselmi, Sergio Driganti e Paolo Rezzoagli, collegati a vario titolo alle campagne elettorali per le Regionali del 2010 e le Primarie cittadine del 2012. Per il Pdl si tratta invece del consigliere regionale piacentino Andrea Pollastri e della tesoriera Anita Piccioni, sempre per le Regionali del 2010.

A livello nazionale sono indagati anche Maurizio Bianconi e Rocco Crimi (tesorieri del Pdl in diversi periodi), Gian Carlo Abelli (Pdl) di Voghera e il suo committente elettorale Guido Marchese, Gian Franco Barigazzi (responsabile amministrativo della Lega Nord in Emilia Romagna), Giovanni Di Giorgi (Pdl) di Latina e il suo mandatario elettorale Giuseppe Di Trento, Agostino Cesareo (Pd) di Genova e il tesoriere del Pd Renato Penzo sempre di Genova, Guido Ratti, tesoriere del Pd di Alessandria, e Andrea Gulino dei Moderati per la terza fase di Roma. Tutti negano le accuse.
“Accuse inesistenti” secondo i difensori degli indagati piacentini nell’inchiesta della Finanza. Una posizione ribadita dall’avvocato di Bruno Giglio,

Roberto Rovero: “Il mio assistito ha fornito ampie giustificazioni del suo comportamento, sono accuse che non esistono”. Dello stesso tono l’intervento dell’avvocato Paolo Fiori, che con Sabrina Erba (per Driganti) rappresenta gli esponenti del Pd locale: “Né Cacciatore, né Carini hanno ricevuto le somme, bensì i loro mandatari elettorali e per quanto riguarda questi ultimi hanno ricevuto i contributi da una società che li ha regolarmente iscritti a bilancio”.
Luigi Salice, legale di Andrea Pollastri, ha dichiarato che il consigliere regionale è sereno e confida che il lavoro della magistratura escluda ogni sua responsabilità, mentre l’avvocato di Anita Piccioni ha chiarito che il tesoriere non aveva obbligo di controllo e che non ha commesso nessun reato“.

Linee difensive che si sposano con quanto dichiarato questa mattina dal sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi.

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