Agguato a Fondi, sequestrata un’auto

Agguato a Fondi, sequestrata un’auto
*Un'Alfa Romeo sequestrata nella notte*

*Un’Alfa Romeo sequestrata nella notte*

Continuano febbrili, le indagini della polizia di Fondi sull’agguato a colpi di pistola avvenuto nel pomeriggio di venerdì lungo via Appia lato Itri.

Nella notte a cavallo con sabato, gli agenti del vice-questore Massimo Mazio hanno individuato un’auto che potrebbe essere la stessa Alfa Romeo 147 di colore nero utilizzata nell’intimidazione ai danni di A.L., il 33enne fondano già aggredito a calci e pugni da due sconosciuti lo scorso 16 febbraio, mentre si trovava al lavoro al Mof. Un episodio che però l’uomo non denunciò.

L’Alfa, che non risulterebbe rubata, è stata rinvenuta nell’area di via Stazione: attualmente si trova sotto sequestro, in attesa dei contestuali rilievi che da qui a breve saranno svolti dagli agenti della polizia scientifica.

*Gli attentatori appostati all'imbocco di via Malagrotta*

*Gli attentatori appostati all’imbocco di via Malanotte*

Nel frattempo, dal Commissariato di largo Evangelista si trincerano dietro una coltre di silenzio. Massimo, vista le delicatezza della questione, il riserbo mantenuto dagli inquirenti. I quali, per adesso, non escluderebbero a priori alcuna ipotesi investigativa.

La pista maggiormente seguita sarebbe quella che porta a questioni economiche, forse legate a prestiti o debiti di droga. Ma pare non sia decaduta nemmeno l’eventualità che l’agguato sia riconducibile alla pista passionale, dato che al momento dell’intimidazione, oltre a tre uomini, nell’Alfa ci sarebbe stata anche una donna.

*Nuovo sopralluogo in mattinata*

*Nuovo sopralluogo in mattinata*

Comunque sia, chiunque abbia agito conosceva da vicino le abitudini della vittima, attesa all’imbocco di via Malanotte, stradina che porta nella frazione di San Raffaele e che si affaccia su via Appia lato Itri. Un tragitto, quello della statale, che A.L. percorre in pratica giornalmente, quasi sempre nei medesimi orari.

Nella mattinata di sabato, gli agenti del vicequestore Massimo Mazio vi sono tornati, alla ricerca, con la luce del giorno, di eventuali bossoli e ogive. Un sopralluogo che però non ha portato a nulla, tanto da non escludere, a rigor di logica, che i tre colpi esplosi contro il fondano siano partiti da una pistola a salve. I malviventi, insomma, forse non volevano ammazzare, ma solo terrorizzare. E, se fosse davvero così, ci sono riusciti in pieno.

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