C’è Waters ad Aprilia: gli uffici comunali senza dipendenti

C’è Waters ad Aprilia: gli uffici comunali senza dipendenti
*Comune di Aprilia*

*Comune di Aprilia*

L’ufficio ragioneria chiuso, idem per l’anagrafe e l’ufficio messi, solo all’elettorale resta un dipendente: l’arrivo di Roger Waters non ha solo messo a dura prova la sicurezza e l’organizzazione in città, ma anche la pazienza dei cittadini che ieri mattina si sono recati in comune per svolgere normali commissioni.E questo succede a Piazza Roma, ma neanche a Palazzo di vetro le cose vanno diversamente.

“Una cosa vergognosa – è il commento del consigliere comunale di Sel, Rifondazione Comunista e Primavera Apriliana, Carmen Porcelli – l’emblema di quanta poca serietà viene considerato il lavoro degli uffici e della pubblica amministrazione, nonché il rispetto per i cittadini che ieri mattina hanno dovuto constatare l’assenza di dipendenti di uffici molto importanti, usciti per andarsene ad assistere ad una cerimonia pubblica. Nonostante la carenza di personale, le pratiche arretrate e i nuovi orari di apertura degli uffici – che hanno provocato non pochi disagi all’utenza –  in Comune si respira un’aria da fine anno scolastico. Fosse stato ricevuto in aula consiliare, avrei anche compreso la curiosità di vedere un personaggio di fama mondiale, ma l’evento si è svolto a chilometri dal centro, in una struttura tra le altre cose di proprietà della provincia, e comunque ribadisco niente giustifica un atteggiamento di leggerezza come quello che è stato commesso ieri.

Io non credo che nelle grandi città abituate all’arrivo di vip e personalità internazionali, si chiudano gli uffici pubblici; purtroppo mi dispiace notare che per quanti sforzi si compiano si continua a coltivare una mentalità da sagra di paese che non si addice ad una città di 70 mila abitanti. Capisco la curiosità per l’arrivo di questo personaggio, ma sarebbe bastato che anche un solo dipendente di ciascun ufficio si fosse assentato per la durata della cerimonia, piuttosto che fare la fuga collettiva, per non provocare interruzione di un pubblico servizio. Chiaramente la colpa non è dei dipendenti, ritengo piuttosto che da parte del sindaco e della sua amministrazione aver tollerato una simile decisione rappresenti una pesante assunzione di responsabilità: il sindaco non può pensare di gestire il comune come se fosse casa propria, una cosa di sua proprietà”. “Mi chiedo poi, visti i pessimi risultati conseguiti nella gestione dei tributi e delle finanze, in assenza poi di una guida politica a gestire il settore, con quale leggerezza e superficialità sia stato concesso il placet ai dipendenti dell’ufficio ragioneria di assentarsi e chiudere l’ufficio”.

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