Terracina, ‘cara’…comunicazione. Botta e risposta tra il sindaco e l’associazione ‘Giù la maschera’

*Nicola Procaccini*
*Nicola Procaccini*

Lo scandalo, vero o presunto che sia, viaggia sul volantino. Anzi, sulle decine di volantini che da stamattina è possibile trovare in numerosi negozi di Terracina.

Gli autori appartengono alla non meglio definita associazione ‘Giù la maschera’ che ha avuto l’ardire di mandare su tutte le furie il sindaco Nicola Procaccini che non ha perso tempo a replicare alle accuse.


“Finanziamenti shock”, accusa l’associazione. “Amarezza e disgusto”, replica Procaccini. Ma andiamo con ordine.volantino1

Tutto ruota attorno al mensile ‘TLive’ e al sito web collegato. Entrambi riportano all’associazione culturale Anxurmedia che ha ricevuto dal Comune di Terracina la somma di 19.764 euro per fornire una pagina cartacea e un uguale spazio web da dedicare alla comunicazione istituzionale. Le cose fatte dal Comune, insomma.

E qui ‘Giù la maschera’ grida allo scandalo chiedendosi come sia possibile che un Comune in dissesto, che nel piano triennale per il contenimento delle spese ha appena tagliato l’acquisto di quotidiani e riviste, spenda, poi, 20 mila euro circa per una pagina. Su una rivista che poi, sempre secondo il volantino, rivista non sarebbe visto che al momento ‘TLive’ non sarebbe ancora registrata in Tribunale. “Di fatto- si legge sul foglietto in giro da oggi- sono stati donati 20 mila euro a un volantino”.

Insomma: soldi dati agli amici degli amici. Questa, in sostanza, la denuncia di ‘Giù la maschera’. Tutto messo nero su bianco nella determina dirigenziale numero 122 dello scorso 30 gennaio.

Puntuale come solo gli svizzeri (almeno così si dice) sanno essere, nel pomeriggio è giunta la secca e anche alquanto offesa smentita del sindaco di Terracina.

Dell’amarezza e disgusto provati abbiamo già accennato.

“Un papello pieno d’inesattezze, cattiverie, errori, per il quale ho presentato denuncia querela per diffamazione verso ignoti, non potendo risalire né all’estensore dei testi, né allo stampatore”. Ma il primo cittadino si dice colpito soprattutto dal “livello di barbarie a cui si è arrivati in questa città, sull’onda di un tutti contro tutti, di una contrapposizione talmente violenta fra cittadini che abitano nella stessa città e che dovrebbero provare a lavorare  insieme per uscire fuori da una situazione difficile, come quella che stiamo vivendo. Invece, per l’ennesima volta, verifichiamo un livello di rozzezza che fa inorridire”.

L’amministrazione specifica “che l’iniziativa del Comune è connessa a un bando di evidenza pubblica per la comunicazione istituzionale promosso alla fine dell’anno 2013, al quale ha partecipato soltanto il periodico TLive. I 19 mila euro circa che il Comune ha impegnato per questa operazione di comunicazione istituzionale sono poi spalmati nell’arco dell’intero 2014, e veicolata sia sul periodico cartaceo sia attraverso il sito internet ad esso collegato”.

Soltanto due cose: l’avviso pubblico di sollecito (dicembre 2013) citato nella determina relativa al finanziamento dato ad Anxurmedia è introvabile, sia nell’Albo Pretorio on line sia nel sito web del Comune (perlomeno in questo momento è così).

Seconda cosa: in un momento in cui in questa città si fa letteralmente fatica ad arrivare a fine mese, le buche sulle strade sono a ogni angolo e i genitori denunciano la scarsa sicurezza nelle scuole dei figli, era necessaria, anzi, opportuna una spese del genere?

DET-2014-0122-0