Alienazione dei beni ‘disponibili’ del Comune di Terracina, tutti i ‘no’ del Pd

*Comune di Terracina*
*Comune di Terracina*

L’iter per l’alienazione dei così detti beni disponibili messo in essere nel mese di novembre 2013 con due atti deliberativi dalla giunta Procaccini e la regia del suo assessore al Bilancio, che sta facendo il suo corso per poter approdare a breve in Consiglio Comunale, sta per assestare il colpo definitivo alle prospettive di sviluppo e crescita economica della Città, afflitta in tutti i sui settori da una radicale e profonda crisi economica e sociale. La ricetta di chi governa la Città per uscire dal pantano del dissesto economico, da esso stesso dichiarato, passerebbe attraverso l’alienazione e la messa all’asta di numerosi stabili, edifici e terreni di proprietà comunale. In realtà l’intera operazione rischia di trasformarsi in un autentico flop e boomerang per la Città intera e va pertanto osteggiata in tutti i modi, visto che andrebbe a pregiudicare definitivamente ogni ipotesi di crescita e sviluppo di Terracina.

Ciò che rende infatti l’intera operazione poco redditizia e scarsamente interessante è:


l’irrisorietà delle somme che si ricaverebbero dalla vendita dell’intero patrimonio disponibile, si parte infatti da una base di asta di poco superiore ai 5 milioni di euro;

il fatto che l’entità, misteriosamente ancora non quantificata dell’intero ammontare del debito causa del dissesto, non sarebbe inferiore agli 80 milioni di euro per cui l’intera operazione non si giustifica se non per la volontà precipua di recuperare liquidità per sostenere la spesa corrente e non ha alcuna ricaduta sulla ristrutturazione dell’intero ammontare del  debito, banalmente ci si ritroverebbe dopo la vendita al punto di partenza;

parte degli edifici compresi nell’elenco e di pregio, anche solo per la loro ubicazione, quali ad esempio il mercato Arene e villa Adrover, per la loro natura e destinazione pubblica d’uso non sono così facilmente alienabili e se anche lo fossero una volta venduti dovrebbero prevedere come erroneamente sostenuto nelle delibere citate all’inizio, un cambio di destinazione d’uso finalizzato a convertirli in abitazioni civili, uffici e locali commerciali, prescindendo quanto previsto dal piano regolatore generale della Città e senza dover ricorrere, sempre come sostiene chi le ha redatte, al parere preventivo vincolante da inoltrare alla Regione. Considerazioni queste ultime palesemente in contrasto con sentenze della Suprema Corte pronunciate al riguardo; ingresso ex mercato

senza poi arrivare a contemplare, sempre ai fini della alienazione, se gli edifici inseriti nell’elenco siano tutti stati fatti oggetto di idonea certificazione antisismica ed eventualmente di collaudo ai fini di renderli idonei alla abitabilità, perché se così non fosse le procedure stesse di alienazione troverebbero un ostacolo insormontabile;

piuttosto che alienare beni ed al fine di ottenere lo stesso risultato, cioè ricavare circa 5 milioni di euro, non sarebbe stato più opportuno in questi 2 anni e mezzo, da parte di chi governa, stipulare appalti meno esosi per: trasporto pubblico, smaltimento rifiuti, illuminazione pubblica; ciascuno dei quali sfiora la soglia dei 10 milioni di euro e le cui ricadute sulla Città sono ancora tutte da dimostrare. Tuttavia anche al di là di queste valutazioni di carattere tecnico che potrebbero non interessare direttamente la cittadinanza il dato politico importante è l’ennesimo vulnus inferto alla Città e al futuro della stessa, senza che sia dimostrabile alcuna ricaduta significativa,  per se stessa e per le nuove generazioni, in quanto all’interno di alcuni di questi edifici potrebbero trovare la loro sede naturale attività e funzioni di cui oggi Terracina è dotata solo marginalmente o addirittura priva, quali una vera Biblioteca comunale e idonei spazi per la didattica vista la situazione critica in cui vertono alcuni istituti scolastici e i corsi di laurea che insistono sulla stessa.

Da qui l’appello ai giovani a scendere in campo ed impegnarsi affinchè tutto questo venga scongiurato. Infatti se la penultima generazione per lavorare è stata indotta al pendolarismo cronico, la generazione attuale e le prossime per avere opportunità saranno definitivamente costrette ad emigrare ed abbandonare la Città.

Ivano Giuliani Coordinatore Circolo PD Terracina