Fondi, ancora sull’ospedale. L’intervento di Carlo Saccoccio

MEDICOI cittadini del comprensorio di Fondi, Campodimele, Lenola, Monte San Biagio e Sperlonga sono pazienti di serie B? Se lo chiede a ragion veduta il consigliere comunale Carlo Saccoccio, vice presidente della Commissione Sanità del Comune di Fondi.

“A fronte di un generale depauperamento dei servizi ospedalieri – afferma Saccoccio – che coinvolge diversi settori e reparti del “San Giovanni di Dio”, tra cui il Pronto Soccorso, il Laboratorio analisi, la Chirurgia e la Pediatria, il nostro territorio è indubbiamente penalizzato anche per quanto riguarda il servizio di soccorso del 118, poiché il nosocomio fondano dispone esclusivamente di ambulanze con a bordo il solo personale paramedico. Nell’eventualità di una emergenza si rende necessaria la contestuale presenza del medico per un tempestivo intervento.


E’ bene precisare che complessivamente la ASL di Latina nonostante l’estesa conformazione geografica della nostra provincia, lunga ben 120 km, dispone di sole cinque auto mediche, dislocate a Cisterna, Latina, Priverno, Terracina e Formia. Per quanto riguarda il comprensorio di Fondi gli utenti possono fare dunque affidamento sulla sola unità medica dislocata presso il “Fiorini”. Pertanto, constatata l’emergenza, il personale paramedico del 118 che interviene nel comprensorio di Fondi non può fare altro che richiedere l’auto medica a Terracina. Ciò comporta, soprattutto per i pazienti residenti nelle città limitrofe a Fondi, una lunga attesa non priva di rischi.

Comprendiamo che per ragioni di bilancio e per la condizione di commissariamento della Sanità regionale con è probabilmente possibile assicurare la presenza di un medico su tutte le ambulanze del 118, ma ci chiediamo come mai la ASL non possa implementare le risorse mediche con poche ma indispensabili assunzioni. Ciò consentirebbe pertanto al nostro comprensorio di poter contare su un’auto medica aggiuntiva che garantirebbe una maggiore efficacia del servizio di emergenza.

La tutela della salute nella nostra provincia è da troppo tempo mortificata a causa delle voragini finanziarie delle ASL romane, ma quando è in ballo la vita dei pazienti bisogna assolutamente superare la logica ragionieristica e investire sui territori”.