***video***Un’Altra Città denuncia: ”Zingaretti chiude il Centro Trasfusionale di Formia”

*Paola Villa e Paolo Mazza*
*Paola Villa e Paolo Mazza*

Stop alle trasfusioni e conversione in centro di raccolta. Queste le disposizioni del governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti relativamente ad una serie di centri trasfusionali, tra i quali quello di Formia. Una decisione arrivata con decreto, e in un diffuso silenzio generale, il 6 dicembre scorso. Una conferma del piano di riordino sanitario voluto dall’ex governatore Polverini contro il quale, proprio a Formia, vennero raccolte oltre 12mila firme.


Iniziativa promossa dal movimento civico Un’altra città che oggi, sabato, è tornato all’attacco puntando il dito contro il copia e incolla fatto da Zingaretti relativamente alla decisione sui centri trasfusionali. Decisione inaccettabile per i vertici del movimento, Paola Villa e Paolo Mazza, e per il neonato comitato di emotrasfusi a difesa del centro presieduto da Angelo Riccardelli.

Alla base della decisione le solite logiche di spartizione dei voti e del potere, secondo Un’Altra città, nell’ambito del quale, già per altre controverse vicende come ad esempio quella della chiusura del tribunale di Gaeta, si è potuto assistere allo smembramento della Provincia di Latina, di fatto mai davvero rappresentata e tutelata da nessuno, ma buona solo per fini elettorali.

Il riferimento non può che andare ai due senatori Claudio Fazzone del Pdl e Claudio Moscardelli del Pd. Fatto sta che pur essendo un Dea di primo livello il Dono Svizzero, secondo il decreto di Zingaretti, sarà privato del centro trasfusionale.

E tutto ciò sotto gli occhi del sindaco di Formia Sandro Bartolomeo e del consigliere regionale Pino Simeone, che pur intervenendo direttamente nella vicenda non hanno speso neanche una parola sul provvedimento Polverini-Zingaretti.

In particolare va ricordato che solo il 30 dicembre scorso, quindi circa tre settimane dopo il documento del governatore, lo stesso Bartolomeo in un incontro coi responsabili del centro, il comitato di emotrasfusi e i vertici ospedalieri aveva promesso la propria intercessione di filiera col governatore per salvaguardare il centro. Ma il provvedimento di conversione era già firmato da tempo.