Goodyear, gli ex dipendenti scrivono ai colleghi francesi in lotta contro i licenziamenti

Goodyear, gli ex dipendenti scrivono ai colleghi francesi in lotta contro i licenziamenti
*Ex Goodyear*

*Ex Goodyear*

Ai tanti operai che hanno lavorato nello stabilimento della Goodyear di Cisterna a distanza di tredici anni ancora brucia la chiusura del sito. Per non parlare poi di quel che è accaduto dopo, tra vittime di tumori, inchieste e processi, ancora in corso.

Non appena hanno avuto notizia della protesta in atto in Francia, contro i licenziamenti alla Goodyear di Amiens, in Francia, i pontini si sono così subito mobilitati. Hanno fatto un comunicato e l’hanno inviato ai colleghi d’oltralpe, esprimendo loro solidarietà da un lato e raccontandogli quanto accaduto nell’agro dall’altro, partendo dalla sentenza di condanna dei dirigenti della multinazionale statunitense, accusati di essere responsabili delle tante vittime di cancro tra gli ex lavoratori.

“In Italia – ha scritto ai colleghi francesi il Comitato Italiano Familiari ex Dipendenti Goodyear – la Goodyear ha chiuso la fabbrica di Cisterna di Latina nel 2001, lasciando numerose famiglie senza lavoro e decine di operai ammalati di tumore spesso causato dalle molteplici violazioni sulla sicurezza. Il Tribunale di Latina, con la allegata sentenza in parte confermata dalla Corte di Appello di Roma, ha condannato 9 ex Dirigenti nazionali della Goodyear a complessivi 21 anni di reclusione.

Un secondo processo ( cd. “Goodyear bis” ) è appena iniziato a Latina contro 11 ex Dirigenti della multinazionale Goodyear per altri 30 decessi per tumori polmonari e gastrici, nonché linfomi dovuti alla esposizione prolungata e senza adeguate protezioni all’amianto e alle sostanze chimiche utilizzate – senza le dovute cautele – nel ciclo produttivo della società di Akron. Sono oltre 100 le parti civili già costituite, difese dagli avvocati Luigi Di Mambro, Luca Petrucci, Cristina Michetelli, Michela Luison e Mario Battisti. Il nostro comitato è al fianco dei dipendenti francesi in rivolta”.

Tanto per portare la battaglia pontina in Europa.

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