Trasporto armi chimiche siriane, più remota l’ipotesi Gaeta

Trasporto armi chimiche siriane, più remota l’ipotesi Gaeta
*La nave americana Cape Ray*

*La nave americana Cape Ray*

Sembra scongiurata l’ipotesi Gaeta come destinazione delle pericolosissime armi chimiche, centinaia di tonnellate di gas nervini, sequestrate dall’Opac – Organizzazione delle Nazioni Unite per la distruzione delle armi chimiche – in Siria.

Dopo le voci iniziali che davano il porto laziale come destinazione certa del materiale bellico, prende corpo l’ipotesi di un altro attracco ovvero, a fronte di una disponibilità data dal Governo attraverso il ministro degli Esteri Emma Bonino, e confermata oggi 3 gennaio dalla Farnesina che non ha però ancora specificato la località, il porto di Augusta in Sicilia anche se restano in piedi le ipotesi sarde di Santo Stefano, Oristano e Arbatax e pugliese di Brindisi.

*La Taiko che trasporterà le armi chimiche in un porto italiano*

*La Taiko che trasporterà le armi chimiche in un porto italiano*

Proprio oggi, allo scopo, è di nuovo salpata da Limassol a Cipro alla volta della Siria la squadra navale scandinava che dovrà trasferire le armi chimiche del regime di Bashar al-Assad al sito della loro definitiva distruzione. Lo ha annunciato Lars Magne Hovtun, portavoce delle Forze Armate norvegesi che hanno messo a disposizione due navi, tante quante quelle della Danimarca: la danese Arka Futura e la norvegese Taiko.

Centocinquantacinque le tonnellate di armi che saranno trasferite dal cargo danese in un porto britannico e da lì, fino a un impianto di incenerimento; 345 tonnellate saranno invece trasportate in Italia dal mercantile Taiko. E sempre nel porto italiano avverrà il trasbordo del carico sull’unità militare statunitense Cape Ray che, in acque internazionali, dovrà “neutralizzare” le molecole tossiche in circa 80 giorni grazie a un particolare sistema di idrolisi all’interno di un reattore chimico di titanio messo a disposizione dall’esercito Usa.

*Il porto di Augusta*

*Il porto di Augusta*

Proprio a Portsmouth in Virgina, la Cape Ray è ancora in fase di allestimento anche se la partenza è prevista nel giro di due settimane. Tutta l’operazione dovrebbe durare 90 giorni.

A favore della scelta siciliana come porto di transito, come riferisce Antonio Mazzeo per Il Manifesto, il “vantaggio” di un ampio molo off limits utilizzato per le operazioni di rifornimento di sistemi d’arma, munizioni e carburanti delle unità navali della VI Flotta Usa e della Nato. Qui, inoltre, vi è il distaccamento speciale della Us Navy dipendente dalla vicina stazione aeronavale di Sigonella, principale centro logistico per le operazioni statunitensi in Medio Oriente e nel continente africano.

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