La storia di Aprilia sotto chiave in uno scantinato inaccessibile

La storia di Aprilia sotto chiave in uno scantinato inaccessibile
I reperti ritrovati durante gli scavi ad Aprilia tra il 2009 e il 2011

I reperti ritrovati durante gli scavi ad Aprilia tra il 2009 e il 2011

Giacciono ancora negli scantinati della biblioteca Manzù di Aprilia i reperti archeologici ritrovati durante gli scavi per la realizzazione della centrale turbogas di Campo di Carne e del metanodotto di via Tufello. Chiusi ed inaccessibili, in attesa di un museo di Aprilia.

A seguito del ritrovamento di alcuni resti tra il 2009 e il 2010, sono stati condotti alcuni scavi, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. I lavori hanno portato alla luce un complesso abitativo e produttivo rurale, contraddistinto dalla presenza di vasche, di fosse di piantumazione e di un pozzo, abitato in almeno due fasi comprese tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C. Le successive indagini hanno portato al rinvenimento di due stipi votive, al cui interno sono stati ritrovati numerose rappresentazioni di parti del corpo umano. L’analisi è stata circoscritta a circa 200 pezzi, suddivisibili in due macro gruppi: il primo costituito da teste, statuine e parti anatomiche legate alle necessità di cura; il secondo costituito da forme di animali, sostitutive dell’offerta sacrificale rappresentata. A partire dal 2011 tutti i materiali sono stati catalogati e inventariati.

“Per proseguire con la realizzazione della centrale – scrive Sorgenia nel suo rapporto annuale – Sorgenia ha individuato e attuato soluzioni tecniche idonee a non alterare lo stato di conservazione delle opere ritrovate, anche in accordo con la Soprintendenza. A lavori ultimati, Sorgenia ha deciso di valorizzare e rendere pubblici i ritrovamenti, curando la realizzazione di un volume con i dati di scavo, le relative foto e piante, la catalogazione completa dei materiali rinvenuti”.

Perché questa pubblicazione non è stata resa pubblica, se effettivamente è stata fatta? Perché i cittadini di Aprilia non possono ammirare questo pezzo di storia antica sconosciuta? Perché nessuno dell’Amministrazione si impegna a realizzare una mostra, anche se non permanente, per mostrare alla città che cosa c’era davvero sotto quei terreni? Aprilia merita di sapere.

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