Fondi, partita di beneficenza finisce a calci: arbitro manda allenatore in ospedale. Un mese di prognosi

Fondi, partita di beneficenza finisce a calci: arbitro manda allenatore in ospedale. Un mese di prognosi

arbitro-generico-67Doveva essere un evento caritatevole come sempre da incorniciare, il triangolare “Telethon” svoltosi a Fondi giovedì mattina presso il Palazzetto dello sport. Invece, tra lo sconforto generale, si è quasi trasformato in una corrida. Con un epilogo quasi incredibile, visto il contesto: trenta giorni di prognosi per il professore-allenatore fondano Sergio Zannella, violentemente aggredito da un arbitro Figc. Da lasciare a bocca aperta.

Ma veniamo ai fatti.  Come ogni anno, si affrontavano tre rappresentative di calcio provenienti dalle superiori cittadine, l’istituto Tecnico “Pacinotti”, il liceo Classico “Gobetti” e la Ragioneria del “De Libero”. Un triangolare di beneficenza, programmato per di più nel periodo natalizio, macchiato indelebilmente.

Tutto è successo, sembra, sul finire dell’incontro tra Tecnico e Classico. Quando si era sullo 0 a 1, ecco il gol del pareggio dei ragazzi del “Pacinotti”. Una rete giunta a tempo abbondantemente scaduto, come del resto segnalato al giovane arbitro federale, del posto, anche dallo stesso mister di chi aveva appena segnato, il professor Domenico Fiore, che teneva il tempo. Dall’episodio, il nervosismo tra i giocatori sale a dismisura: già per buoni tratti della partita, i contendenti se le erano date di santa ragione, favorite da un arbitraggio da far invidia agli inglesi.

arbitro 2Tanto mister Fiore che l’altro allenatore, Zannella, sottolineando come la partita, appena arrivata sul pareggio, fosse finita, consigliano al direttore di gara di fischiare ed andare ai rigori. Un gesto volto a stemperare gli animi dei loro studenti. E invece no: l’arbitro, peraltro giunto solo per il secondo tempo causa ritardo, fa continuare ulteriormente; prima del terzo fischio, il Tecnico segna ancora. Il putiferio.

Gli studenti di entrambe le formazioni, terminato l’incontro, hanno i nervi a fior di pelle. Cosicché il professor Sergio Zannella, 59enne, si avvicina al giovane direttore Figc – una ventina d’anni – dicendogli che i ragazzi a causa del suo arbitraggio per poco non venivano alle mani. Nella concitazione, pare dopo essere stato ripetutamente offeso dall’altro, la mano di Zannella “sfiora” il viso del ragazzo. Il quale, mentre il professore di educazione fisica raccoglie i propri occhiali da vista caduti pocanzi, gli sferra alla sprovvista un calcione al ventre. Un gesto spropositato, da folli se si pensa che ci si trovava ad un evento di solidarietà. E per cui non sono esclusi risvolti penali.

Anche perché poco dopo il povero Zannella ha accusato un malore. Una volta giunto al pronto soccorso di Fondi, i medici gli hanno riscontrato quattro costole fratturate. Un mese, la prognosi.

RICHIESTA DI PRECISAZIONE

In merito a quanto accaduto giovedì nel corso del triangolare Telethon svoltosi a Fondi, interviene Erminio Di Trocchio, volto noto del calcio locale e non, da anni organizzatore dell’evento benefico.

“Quanto accaduto è francamente incredibile, trattandosi di un evento di solidarietà. Ma mi meraviglio soprattutto della reazione spropositata del docente, sia per il suo ruolo che perché persona adulta: non si possono allungare le mani su un ragazzino. E’ stato infatti il professore ad incominciare alzando le mani. Il viso dell’arbitro non è stato solo ‘sfiorato’, come scritto: ha ricevuto un vero e proprio schiaffo in faccia, con tanto di insulti. Lo hanno visto centinaia di persone. Si può quindi dire che il direttore di gara, in questa circostanza, si è difeso. Il ragazzo ha solamente reagito d’istinto, nella bagarre generale che si era creata a fine incontro. E lo dico con cognizione, da diretto testimone oculare. Anche perché sono stato io stesso, assieme ad altre delle molte persone presenti e che possono confermare quanto sto dicendo, in quei momenti a tentare di placare e bloccare il professore in questione, che si stava portando verso il giovane arbitro inveendo e con fare minaccioso”. 

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