Concessioni sul Lago Lungo di Sperlonga, Rifondazione attacca: "Un disastro"

Concessioni sul Lago Lungo di Sperlonga, Rifondazione attacca: "Un disastro"
*Una panoramica del lago*

*Una panoramica del lago*

Concessioni scadute da anni, oppure illegittime perché date da un ente senza alcuna specifica competenza. Sullo sfondo, coltivazioni di mitili e sci nautico. Potrebbe diventare nuovamente un caso la gestione del lago Lungo.

La questione ruota attorno alle autorizzazioni per una coltivazione di cozze di oltre 15mila metri quadrati e per l’esercizio di sport acquatici. A concederle negli ultimi anni, il Comune di Sperlonga. Che però, per dare il via libera a tali attività, non avrebbe avuto proprio alcuna competenza. Competenza che spetta alla Regione: per l’ultima volta le autorizzazioni vennero date nel 2007; di seguito, non vennero rinnovate perché sullo specchio d’acqua di Sperlonga insistono gli usi civici.

Lago Lungo, come anche le dune di Capratica, a Fondi, rientra infatti nei siti di interesse conservativo inseriti nella direttiva europea “Habitat”, i cosiddetti Sic. E anche se non fosse un Sic, ricadrebbe comunque sotto l’egida di via della Pisana, in quanto demanio idrico statale.

E quindi non si capisce come mai abbia potuto il Comune di Sperlonga sostituire l’ente preposto. Pure perché per ottenere le concessioni sarebbe stata propedeutica una valutazione d’incidenza ambientale, che sempre e solo la Regione può dare.

*Maurizio Frattagli*

*Maurizio Frattagli*

“L’ennesimo attentato all’ambiente”, gridano dalla Federazione provinciale di Rifondazione comunista, che bolla le concessioni del Comune di Sperlonga come “disastrose”, oltre che contro legge.

A parlare, il segretario Maurizio Frattagli. “Ribadiamo che non è possibile che ancora una volta il Comune decida di deliberare contro le normative che regolamentano l’utilizzo del lago. Spesso si è denunciato questo modo di agire ma nessuno, degli organi preposti della regione Lazio, ha rimesso le carte a posto”.

Per Rifondazione, l’illegalità, oltre che nelle concessioni, è riconducibile anche al tipo di utilizzo. “La dicitura ‘sport acquatici’ trae in inganno, perché nella realtà si tratta di sci nautico, quindi barche a motore. Non solo è proibito sui siti Sic – spiega Frattagli – ma è anche proibito dalla legislazione nazionale sulle acque interne che non rispettino certe caratteristiche, come ad esempio determinate distanze dalla terraferma. Ultimo aspetto da considerare, è che le autorizzazioni possono essere date solo a soggetti locali. Interesseremo del caso tutte le autorità competenti, affinché si ripristini il corretto utilizzo del lago”.

L’esponente di sinistra ha pronta la ricetta per un migliore uso del lago Lungo, rispettando tanto le leggi che la natura: “Sarebbe interessante, ad esempio, insieme agli enti locali, valorizzare gli studi effettuati e in corso sul lago dal Centro per la Ricerca e Sperimentazione nell’Agricoltura, riguardanti le colture di mitili e la atrofia degli ambienti marini interni, magari riconvertendo alcune attività per non disperdere la forza lavoro presente sul territorio”.

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