Geografia giudiziaria nel sud pontino, la Caponnetto critica il Pd e il senatore Moscardelli

Geografia giudiziaria nel sud pontino, la Caponnetto critica il Pd e il senatore Moscardelli

Mentre il movimento degli avvocati sorto spontaneamente qualche giorno fa allo scopo di difendere Cassino, quale sede deputata a sostituire, come previsto per legge, la sezione distaccata di Gaeta, l’associazione antimafia Antonino Caponnetto ha rincarato la dose scagliandosi contro il disegno di Moscardelli che, ricordiamo, è già riuscito ad ottener in commissione giustizia al Senato, di predisporre il ritorno di Formia, Gaeta e Minturno sotto la giurisdizione del tribunale di Latina, dopo la chiusura di Gaeta.

*Claudio Moscardelli*

*Claudio Moscardelli*

“Ma quando mai – affermano gli attivisti – il senatore Moscardelli e i dirigenti del Pd, pontini e laziali, si sono mai interessati seriamente del problema del radicamento delle mafie nel Lazio e in provincia di Latina? I risultati del loro disinteresse sono sotto gli occhi di tutti ed i loro pochi appelli e dichiarazioni al riguardo si sono rivelati per quello che sono: un bluff. Un terribile bluff, per nascondere le loro responsabilità rispetto ad una situazione che si é andata sempre più aggravando nei decenni fino a giungere ad un punto di non ritorno.

Non c’é stata mai, da parte di questa dirigenza politica, un benché minimo tentativo di analizzare le cause di un’occupazione criminale dovuta soprattutto, per non dire unicamente, a responsabilità politiche ed istituzionali. Mai si é fatto un discorso sulla qualità delle indagini, sull’inadeguatezza degli apparati locali investigativi e giudiziari. Mai, ad esempio, si é sentita la necessità di analizzare il significato profondo – e, conseguentemente, il bisogno di correre urgentemente ai ripari – dei giudizi severi emessi dai magistrati romani sul comportamento dell’autorità del distretto giudiziario di Latina nel “caso Fondi”. E, quando quasi sempre su iniziativa o su impulso di soggetti provenienti per lo più da fuori, è stata data vita a qualche indagine importante sul versante delle collusioni fra mafia e pezzi della politica e delle istituzioni – la “Formia Connection” e le “Damasco”, ad esempio – sono sempre mancate un’analisi sulle ragioni di tante carenze da parte degli apparati competenti pontini ed una sola parola di critica o di approvazione.

Ci sarebbero tanti motivi per comprendere come dirigenza pontina e laziale del Pd mai abbia mostrato il benché minimo interesse a questi problemi ed alla loro soluzione. Stupisce ed insospettisce, pertanto, l’uso che fa il senatore Moscardelli del tema della presenza mafiosa nel territorio del sud pontino quando richiede, dopo la soppressione della sezione distaccata di Gaeta del Tribunale di Latina ed il passaggio sotto la giurisdizione del distretto di Cassino, il ritorno di Formia, Gaeta e Minturno sotto quella di Latina, lasciando gli altri Comuni, sempre del sudpontino, a Cassino. Spunta nelle motivazioni di tale richiesta la presenza della criminalità organizzata, come se questa stesse solamente in un Comune e non in quello vicino. Ridicolo.

Crollate miseramente le motivazioni addotte dal senatore Moscardelli e dalla dirigenza laziale e pontina del Pd a base della loro richiesta strampalata, noi sentiamo l’obbligo di suggerire ad essi, prima di addentrarsi in un dibattito sulla geografia giudiziaria, di adoperarsi, prima di tutto, per indurre le Procure ordinarie a cominciare a trattare in regime di codelega i reati associativi di natura mafiosa”.

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