Gaeta, porto commerciale senza autorizzazione per l'agroalimentare. Gli operatori chiedono chiarezza anche sul piano regolatore

Gaeta, porto commerciale senza autorizzazione per l'agroalimentare. Gli operatori chiedono chiarezza anche sul piano regolatore

Sta evidentemente succedendo qualcosa al porto commerciale di Gaeta. E certamente loro, gli operatori portuali, sono state una di quelle voci che, negli ultimi tempi, hanno contribuito ad alzare il livello di attenzione su alcuni temi. Su tutti un oscuro piano regolatore, di cui tanto si parla ma che nessuno conosce, e sul quale desideravano essere coinvolti. Anche perchè secondo loro si corre il rischio di un ennesimo progetto ad esclusivo beneficio dei guadagni del progettista e comunque superfluo quando già ne esiste uno. Anche il sindaco Mitrano è piuttosto esposto nelle ultime settimane riguardo alla portualità, e già numerosi si contano negli ultimi tempi gli incontri con il presidente dell’autorità portuale Pasqualino Monti.

"Il presidente dell'autorità portuale Pasqualino Monti"

“Il presidente dell’autorità portuale Pasqualino Monti”

Posizioni, quelle del sindaco, che in alcuni casi hanno scatenato la protesta degli operatori, come relativamente alla richiesta di utilizzare lo scalo solo per il commercio agroalimentare, e alla quale è seguita una denuncia degli operatori stessi su presunti interessi sul nuovo piano regolatore portuale mascherato da qualcos’altro. Tutto accade con la regia di Mitrano in collaborazione con l’autorità portuale di Pasqualino Monti.

“L’attenzione –  afferma in una nota l’associazione degli operatori – è stata polarizzata sulle problematiche ambientali insinuando il dubbio che le merci in transito siano dannose per la salute senza fare delle dovute verifiche presso gli organismi preposti. L’amministrazione comunale, seguendo la tecnica della acquisizione del consenso, si è mostrata attenta e sensibile a regolamentare le attività del porto e giova ribadirlo anche con la fattiva collaborazione dell’associazione degli operatori. Proprio in virtù della familiarità con l’ambiente portuale, gli operatori intuiscono che il gran polverone alzato intorno al porto potrebbe nascondere altri obiettivi e sono consapevoli che molti passaggi sono stati adottati in maniera puramente strumentale”.

"Il presidente dell'associazione operatori del porto"

“Il presidente dell’associazione operatori del porto”

A suffragare la tesi, gli stessi operatori ricordano che le dichiarazioni di Mitrano sono arrivate senza che il sindaco sapesse che lo stesso porto commerciale non potrebbe attualmente ricevere alcuna merce agroalimentare perché sprovvisto di Posto Ispezione Frontaliero, il Pif.

“Siamo pronti – proseguono – a sostenere gli amministratori nella richiesta di questa importante autorizzazione senza la quale parlare di traffici agroalimentari è una chimera. Abbiamo già in precedenza espresso le nostre perplessità sulla mancanza di volontà al confronto. Mentre così l’attenzione viene indirizzata sul tipo di merci da lavorare, si elaborano proposte relative a varianti al piano regolatore, il cui impatto ambientale sarebbe molto devastante per tutto il comprensorio tenuto conto della complessità delle altre attività presenti nel golfo e delle infrastrutture a disposizione”.

Su quest’ultima affermazione evidente è il riferimento alla possibilità, probabilmente già progettata, di spostare il pontile petroli, allungandolo di superficie, sul litorale di Vindicio a Formia, come ribadito da Mitrano in un recente incontro pubblico alla chiesa di San Giacomo, dove ha tra l’altro affermato che la priorità è salvaguardare Gaeta dalla bomba ecologica del pontile.

*Il sindaco Cosmo Mitrano*

*Il sindaco Cosmo Mitrano*

In definitiva per gli operatori il nuovo piano regolatore portuale potrebbe nascondere, “come spesso accaduto, ingenti risorse pubbliche, destinate allo sviluppo delle attività produttive, che finiscono in inutili progettazioni, andando ad esclusivo vantaggio di ben inseriti studi professionali, che hanno percepito laute parcelle per opere mai realizzate. Intanto – concludono -, mentre Comune, Autorità portuale e Camera di Commercio si concentrano su una nuova dimensione del porto e di tutto il waterfront, rimangono incompiute le opere già finanziate e indispensabili alla funzionalità ambientale e gestionale dello scalo. L’associazione ha il diritto di vigilare su quanto sta accadendo e il dovere di informare correttamente gli associati e tutta la cittadinanza in maniera tale da fornire strumenti utili per una obiettiva valutazione su quanto spesso si dice e non si vuol dire”.

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