Terracina, la presentazione del nuovo libro dello scrittore Federico Saccone

Terracina, la presentazione del nuovo libro dello scrittore Federico Saccone

federico sacconeUna famiglia straordinariamente felice che per una fatale casualità scopre un losco giro di targhe e assicurazioni contraffatte in mano alla camorra e per questo viene massacrata. Si salva solo un componente, il padre.  E da quel giorno l’uomo inizia una dettagliata strategia per arrivare ai responsabili e farsi giustizia da solo.

È il quarto libro di Federico Saccone, “l’Assikuratore”  che verrà presentato domani, sabato 7 dicembre alle ore 18,00 presso l’aula magna del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci. Subito dopo la presentazione ci sarà il concerto del Duo Anxur formato da Bruno DI Girolamo e Federica Simonelli.

Il quarto lavoro di Saccone è un lungo viaggio che tocca tutte le corde emotive del protagonista, Carlo Martucci. L’immenso dolore della morte della moglie e la piccola figlia, la rabbia e il senso di smarrimento che trova dopo la loro perdita e la vendetta che arriva puntuale dopo 11 anni, non prima di averla studiata nei minimi dettagli. Federico Saccone coraggiosamente e senza remore si getta a capofitto in un vortice di accadimenti di non facile gestione sotto il profilo della scrittura. Lo fa ancora una volta trovando sempre quel filo rosso che consegna sapientemente nelle mani del lettore e lo conduce fino alle ultime pagine dove, con altrettanta bravura, ricostruisce l’intera vicenda mettendo insieme quei pezzi che sembravano totalmente disgiunti. Descrive con dettagli quasi urbanistici le città europee e mondiali che accompagnano il protagonista Carlo Martucci in un lungo viaggio solo apparentemente legato alla sua professione.

Lo scrittore non smarrisce mai il difficile equilibrio tra dolore e virtù, tra l’odio, che non viene mai palesato ma che cova sotto ogni pagina, e una visione etica del protagonista. Il finale va anche oltre la vendetta di una padre e marito che trova finalmente la sua pace interiore. Saccone lo serve su un piatto d’argento senza  aver bisogno di arrivare alla fine.    

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