Il viaggio di Ambrogio Sparagna su Rai 3 approda a Giulianello

lago_di_giulianelloDopo il grande successo di pubblico e di critica che ha accolto sia la prima che la seconda puntata, “L’Italia che risuona” si conferma uno dei programmi più originali dell’attuale stagione televisiva.

Ogni martedì dopo il tg della mezzanotte in onda su Rai 3 il programma con la sigla e le presentazioni girate presso il Teatro Remigio Paone di Formia grazie alla collaborazione con l’Ipab SS. Annunziata, ente che gestisce la struttura.


Dopo aver raccontato i canti polifonici penitenziali del Miserere di Sessa Aurunca e le Tammuriate dedicate alla Madonna dell’Avvocata di Maiori, il viaggio di Ambrogio Sparagna e Stefano Ribaldi, scritto con Erasmo Treglia, che documenta il rinnovato interesse per la musica popolare in Italia, ci porta sul lago di Giulianello (Latina), un antico borgo posto al limite tra la provincia di Roma e la pianura pontina, circondato uno degli ultimi lembi di quella che un tempo veniva chiamata Campagna romana. Fino alla metà del secolo scorso questi luoghi erano attraversati da antichi cammini di transumanza; la vita lavorativa si svolgeva attorno al lago e il canto accompagnava ogni momento della vita sociale della comunità. Con gli anni tutto è cambiato, la campagna si è trasformata e le occasioni per cantare sono diventate sempre più rare.

A Giulianello le donne sono ancora protagoniste della processione del Venerdì santo mediante l’esecuzione di un canto di una passione che rappresenta uno degli esempi più belli di musica polifonica contadina italiana. Il gruppo di donne a cui è affidato questo importante segno del rituale penitenziale canta la Passione (LA MORTE DI GESÙ MARIA S’AFFANNA) secondo uno stile originale che evoca quello antico tipico del discanto delle prime forme di polifonia medievale.
Le loro voci sono speciali: hanno uno spessore e una capacità sonora straordinaria che genera uno stile unico che costituisce un esempio di grande bellezza musicale.