Rifiuti tossici nel Sud Pontino e silenzi, il consigliere fondano Trani chiama in aiuto… l'Onu: "Crimini contro l'umanità"

Rifiuti tossici nel Sud Pontino e silenzi, il consigliere fondano Trani chiama in aiuto… l'Onu: "Crimini contro l'umanità"
L'esponente di minoranza Vincenzo Trani

L’esponente di minoranza Vincenzo Trani

Rifiuti pericolosi interrati per anni tra Campania, Lazio e Molise dalla camorra, forse con la compiacenza di parti dello Stato. A cui si aggiungono anni di mancati interventi da parte di chi di dovere ed omissioni, a partire dai verbali del pentito Carmine Schiavone forniti a metà anni Novanta e finora rimasti segreti.

Abbastanza per scrivere all’Onu, per il consigliere fondano di minoranza Vincenzo Trani, che ha inviato una missiva ai vertici dell’Organizzazione delle Nazioni Unite denunciando quanto è avvenuto e sta avvenendo. E chiedendo, oltre all’istituzione di uno specifico osservatorio oncologico, un intervento immediato dall’alto finalizzato all’apertura di un’inchiesta sulle autorità.

Perché scrivere all’Onu? “Crimini contro l’umanità”. Ecco la spiegazione di Trani: “So bene che per molti sarà considerata una pazzia, ma credo che il silenzio e l’indifferenza che continuano a violentare i nostri territori dopo le dichiarazioni di Schiavone, debbano far creare in ciascuno una voglia di ribellione. Non credo – continua l’esponente della civica Lido di Fondi – che ci si possa illudere che chi ha consentito in silenzio l’avvelenamento delle nostre terre, seppellendo documenti nelle Procure e nel parlamento, possa garantirci un risanamento. Ciascuno dovrebbe fare la sua parte. Io cerco di farla a modo mio, evitando il silenzio e l’indifferenza, mentre intorno a me, amici, parenti e conoscenti continuano a morire di tumore.

RIFIUTITanto per rendersi conto del tenore della lettera, ecco uno dei passi salienti: “Chi è stato indifferente finora e per troppi anni non può garantire una vera risposta di trasparenza e di sicurezza per le popolazioni interessate. Quelle popolazioni che continuano a morire di tumore senza che nessuno istituisca nemmeno un osservatorio sullo sviluppo delle malattie oncologiche nei territori in questione. Tale comportamento non può non essere considerato un crimine contro l’umanità alla stessa stregua del comportamento della camorra e di qualsiasi altro intervento sovversivo nei confronti di popolazioni in genere. I morti di tumori conseguenti all’attacco della camorra con bombe chimiche sotto forma di rifiuti, con la possibile compiacenza di uno Stato democratico, non sono diversi dai morti conseguenti agli attacchi di bombe chimiche in uno stato dittatoriale”.

lettera all’ONU

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