Formia, Bartolomeo, Valerio e l'Acervara. Caos in Consiglio Comunale. Il Sindaco: ''Mai proferito certe parole''

Formia, Bartolomeo, Valerio e l'Acervara. Caos in Consiglio Comunale. Il Sindaco: ''Mai proferito certe parole''

Alla fine hanno deciso di uscire dalla sala Ribaud, lasciando il Consiglio comunale di Formia al quale avevano in precedenza deciso di partecipare. O meglio dove sono stati invitati ad andare dall’amministrazione, nell’ambito di un programma di sensibilizzazione alla vita politica locale degli studenti. Per loro, gli studenti dell’alberghiero, non era più il caso di restare visto il clima teso che si era venuto a creare.

*Giovanni Valerio*

*Giovanni Valerio*

Il caso Valerio è stato la fiamma, il punto sulle commissioni il cerino. Perché proprio dopo la fuoriuscita dalla maggioranza del consigliere, gli equilibri degli opposti schieramenti sono cambiati anche negli organismi consiliari. E proprio Valerio ha aperto le danze affermando: “La maggioranza è molto in ritardo sulla composizione delle commissioni, già scelte in ritardo una prima volta e come se non bastasse ancora oggi. Questi gravi ritardi derivano da una decisione cooptata e impostami sulla fuoriuscita dalla maggioranza, da me non condivisa. Ho contribuito alla vittoria, ma qualcuno ha detto che il mio apporto non è stato determinante. Tutti i candidati vanno invece ringraziati. Per legge devo avere rappresentanza in maggioranza, ma la mia presenza in Consiglio e nelle commissioni, è diventata scomoda a qualcuno. La città ha compreso tale ingiustizia e gli elettori mi chiedono di andare avanti. Le mie dimissioni sono state pilotate e non devono ricadere su opposizioni. E le tre rappresentanze in commissione riconosciute alle opposizioni non voglio prenderle. Spero che i cinque posti di maggioranza siano per la maggioranza. Pur avendo il diritto di rappresentanza rinuncio a tutte le commissioni sia in maggioranza che in minoranza, in attesa che la politica sia democratica e diversa dagli ultimi venti anni. Tutti gareggiano per essere volti nuovi, è ora di cambiare e lasciarsi alle spalle politiche delle larghe intese e rottamare i dinosauri della politica. Le condizioni in cui ci troviamo sono state determinate da quelli che hanno gestito per venti anni la nostra città”.

*Maurizio Costa*

*Maurizio Costa*

Gli animi si sono scaldati e così Maurizio Costa è andato finalmente al sodo, mentre nelle settimane scorse sembrava un’opposizione più attenta a ciò che accadeva. E allora ha chiesto al suo rivale di ballottaggio alle recenti elezioni di fare chiarezza rispetto alla ricostruzione di registrazioni audio fatte in incontri nei quali il sindaco svela di un’indagine della Dda a carico del consigliere Valerio. Versione contrastante con la motivazione ufficiale fornita per giustificare le dimissioni chieste all’ex consigliere di maggioranza, ovvero il patrocinio legale fornito ad esponenti della famiglia Bardellino.

Concetto ribadito ancora una volta dal consigliere Di Rocco che ha dichiarato: “Vogliamo sapere dal sindaco se le registrazioni sono autentiche, perché se la risposta è affermativa già posso annunciare la presentazione di una interrogazione parlamentare al ministro competente”.

Ma Bartolomeo ha gentilmente declinato l’invito a chiarire, rilanciando anzi l’accusa relativa ai colpevoli ritardi della precedente amministrazione sulla confisca di immobili della famiglia Bardellino.

bartolomeo“L’Udc – ha precisato – non rinuncia ad un processo pubblico. Ma io credo debba essere tutto chiarito nelle opportune sedi giudiziarie. Non intendo dare spiegazioni perchè non conosco le registrazioni. Registrazioni fatte durante una conversazione privata, e perciò tali modalità sono piuttosto inquietanti. Non ho mai proferito certe parole, il prefetto di Latina ha solo saputo da me cosa stava avvenendo e quali decisioni io intendevo prendere. Con il Prefetto abbiamo parlato solo di assegnazioni di beni confiscati, che voi avete riassegnatato a Bardellino. Nel 2011, l’agenzia per i beni confiscati se li è ripresi perché voi dopo la confisca non li avete assegnati”.

A quel punto, dopo tali accuse, è stato il consigliere La Mura ad animarsi più degli altri, scagliandosi, quasi fisicamente, contro l’assessore all’urbanistica Giuseppe Masiello reo, secondo La Mura, di avergli rivolto una grave e volgare offesa. Tutto per le commissioni, che cambiano dopo la vicenda di Valerio con Delle Donne che lo sostituisce ai lavori pubblici, De Meo alla cultura, Paone alle attività produttive e Schiano va alla sanità.

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