Formia, 17enne riconosciuto disabile. L'Inps non paga

Formia, 17enne riconosciuto disabile. L'Inps non paga

Ci sarebbe una carenza di personale alla base delle difficoltà di smaltimento delle pratiche per le invalidità da liquidare nella struttura Inps di Latina. A finire vittima delle maglie di questo sottodimensionamento organico anche un ragazzino di appena 17 anni che vive a Formia. Quest’ultimo attende oramai da molti mesi di percepire l’indennità di accompagnamento di circa 500 euro mensili a causa del fatto che il minore è affetto da disturbi psicotici e ritardi mentali gravi.image

Insomma un quadro clinico piuttosto grave nel quale si trova il giovane utente. Per questo motivo la madre del piccolo si è rivolta all’Inps al fine di sottoporre il figlio alle necessarie visite per vedersi riconosciuta una indennità di accompagnamento. Eppure l’istituto di previdenza sociale ha in un primo momento rigettato la richiesta, così da portare la madre del ragazzino, difeso dallo studio legale Ferraro e Lancia, a presentare un ricorso al tribunale di Latina per ottenere la revisione della pratica.

E in effetti il consulente tecnico nominato dal giudice del lavoro Corradino Diana, dopo aver visitato nuovamente il giovane, ne ha effettivamente riconosciuto le gravi condizioni psichiche. In effetti la commissione medica ad hoc costituita riscontrava nel giovane “difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età”. Una situazione per la quale effettivamente la famiglia del ragazzo dovrebbe poter avere pieno diritto ad accedere alla indennità di accompagnamento. Anche perche il 17enne sarebbe affetto “da disturbo psicotico con disturbo mentale di grado medio e compromissione significativa del comportamento, oltre a ipotiroidismo e obesità”.

*Il Tribunale di Latina*

*Il Tribunale di Latina*

Tutto ciò, ovviamente, non ha potuto significare altro che il riconoscimento da parte del giudice di un parere a favore della famiglia del ragazzo. Parere arrivato alla fine di agosto scorso, in virtù di un decreto che omologa il parere del consulente medico. Condannando l’Inps al pagamento in favore del procuratore della parte ricorrente delle spese processuali, stimate in 950 euro. Nonostante ciò sono passati circa tre mesi eppure, contrariamente al decreto del tribunale, la famiglia del giovane non ha ancora visto un euro della indennità che serve per sostenere il 17enne in tutte le attività della vita quotidiana che lo stesso non può espletare da solo.

Alla base di questo grave ritardo burocratico, che mette a disagio più di quanto già non sia a causa della sua situazione clinica il ragazzo, ora ci sarebbe anche un ridimensionamento al ribasso dell’organico Inps, per questo impossibilitato a gestire con rapidità le pratiche. Anche quelle più urgenti.

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