Minturno, sessanta boe per monitorare la qualità del mare

Minturno, sessanta boe per monitorare la qualità del mare

E’ arrivata presto stamattina una equipe dell’Università “La Sapienza” di Roma, dipartimento di Biologia Ambientale per realizzare il progetto denominato “Samobis” di concerto con la Provincia di Latina e l’Arpa Lazio.

Alla guida del gruppo di ricercatori, due biologhe con dottorato di ricerca, Lucia Orlandi e Flavia Bentivoglio, a loro volta coordinate dal professore universitario Loreto Rossi e con il supporto locale dell’esperto di questioni legate al mare e alla marineria, Erminio Di Nora.

L’arrivo a Formia, del nutrito gruppo di lavoro era fissato per le 9. E così è stato. A quell’ora i dieci esperti chiamati a monitorare le acque del mare del Golfo da Punta Stendardo a la foce del Garigliano si sono imbarcati per posizionare alcune delle 60 boe utili allo studio della qualità del mare.

Tramite il posizionamento dei galleggianti gli sudiosi – che già a marzo fecero uguale rilievi – saranno in grado di stabilire la presenza di inquinamento e distinguere se si tratta di inquinamento naturale o inquinamento chimico.

Chiamate a fungere da rilevatore dell’inquinamento (che continuiamo a sperare solo eventuale) sono alghe verdi che “fungono da spugne – spiegano Orlandi e Bentivoglio -. Le lasceremo in acqua per quarantotto ore e saranno in grado di darci le risposte che cerchiamo”.

Dopo aver posizionato a largo di Formia e Gaeta le prime boe, gli esperti hanno raggiunto il lungomare di Scauri e, grazie alla preziosa collaborazione della darsena Flying, si sono imbarcati sui pescherecci di Ludovico e Giovanni – i quali hanno prestato la propria opera completamente a titolo gratuito – per collocare le altre boe tra Scauri e Marina di Minturno. Presente anche l’assessore comunale Roberto Lepone a salutare gli esperti.

Con grande curiosità e anche un pizzico di malizia è stato chiesto alle due coordinatrici del lavoro quale sia stato l’esito dei prelievi effettuati a marzo.

La risposta è stata: “Ancora non sappiamo poiché si è rotto un macchinario e non siamo stati in grado di ultimare il lavoro”. Una risposta che abbiamo preso per buona anche se risulta assai strano che siano stati incaricati di effettuare altri rilievi senza avere ancora alcun esito di quelli precedenti. Ma, d’altro canto, gli esperti sono loro…

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