GAETA, CHIUSI CINQUE IMPIANTI PER LO SPORT. RESTANO FERMI 1500 ATLETI TESSERATI

GAETA, CHIUSI CINQUE IMPIANTI PER LO SPORT. RESTANO FERMI 1500 ATLETI TESSERATI

Secondo una prima stima saranno circa mille e 500 gli utenti sportivi che da oggi, giovedì, resteranno senza impianti per la pratica della loro disciplina sportiva a Gaeta. Migliaia di giovani e meno giovani che nonostante il loro tesseramento in società sportive non potranno usufruire di strutture adeguate.

"Giuliano Pierro"

“Giuliano Pierro”

Il provvedimento è stato messo in atto dal presidente della società Atletico Gaeta di Giuliano Pierro, detentore della gestione per affidamento pubblico di quattro impianti: lo stadio comunale di calcio “Antonio Riciniello”, due palestre di via Marina e il campetto di calcio a 5 in via Pisa. Decine di squadre di calcio, calcio a 5, nuoto, danza e gioco sport per bambini restano senza luoghi per gli allenamenti e diverse società saranno coinvolte dal blocco. Decisione arrivata dopo lunghi mesi di attesa per la concessione dell’agibilità delle strutture che doveva essere rilasciata dal dirigente del settore sport Antonio Zangrillo.

Un documento di agibilità in assenza del quale l’imprenditore sportivo non vuole più rischiare in prima persona. Il fatto è che a seguito della decisone presa ieri pomeriggio da Pierro di chiudere i quattro impianti, saranno ben 500 gli utenti direttamente coinvolti dalla chiusura, ovvero quelli tesserati nelle squadre dell’Atletico Gaeta. Almeno il doppio, cioè altri mille, sono coinvolti perchè tesserati nelle società che usufruiscono, dietro la corresponsione di un canone, delle strutture gestite da Pierro.

Un vero e proprio blocco che di fatto sopprime ogni possibilità di fare sport. E non sono da escludere responsabilità dell’amministrazione comunale. Anche se, secondo la versione dello stesso Pierro, non da imputare alla parte politica, perchè anzi il sindaco in persona si sarebbe adoperato per districare i nodi di questa intricata vicenda. Sarebbe invece un rimpallo di responsabilità tra l’ufficio tecnico e il settore sport. Viene però da chiedersi a questo punto come è possibile che si affidi dopo una regolare gara di appalto una serie di impianti sportivi a gestori privati pur senza rilasciare loro il documento di agibilità. E anzi permettendogli persino di organizzare eventi e manifestazioni, ovviamente nelle more, proclamate tuttavia con scadenza a breve termine, che questo dovesse arrivare in tempi ristretti.

"Casa comunale di Gaeta"

“Casa comunale di Gaeta”

Sono passati mesi e ora tante società e sportivi piccoli e meno piccoli si ritrovano senza possibilità di fare sport. Senza contare la denuncia analoga arrivata proprio nelle ultime ore dalla polisportiva Gaeta costretta non solo a fare a meno dello stadio di calcio di casa, ma vedersi le porte chiuse per i propri sostenitori anche nella struttura di Sperlonga presa a prestito per le partite casalinga. Non ci sono notizie sui tempi di risoluzione di questo blocco. Eppure pare che se nel giro di qualche giorno il rilascio della necessaria documentazione non dovesse avvenire, Pierro starebbe preparando una denuncia all’autorità giudiziaria per fare luce sull’affidamento degli impianti in assenza di agibilità.

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