QUESTIONE TERMOSIFONI ALLA 'GIOVANNI PAOLO II' DI TERRACINA, I GENITORI SI MOBILITANO

QUESTIONE TERMOSIFONI ALLA 'GIOVANNI PAOLO II' DI TERRACINA, I GENITORI SI MOBILITANO

scuola giovanni paolo IILa carica delle 500 firme per garantire ai propri figli una scuola adeguatamente riscaldata.

Succede a Terracina, dove i genitori degli alunni della scuola elementare ‘Giovanni Paolo II’  chiedono che la questione termosifoni venga risolta una volta per tutte. Per questa ragione hanno formalmente protocollato un documento indirizzato al sindaco e ai vari assessori e tecnici competenti in materia di edilizia e manutenzione scolastica.

“Sono ben 500 le firme raccolte in calce ad una serie di richieste molto chiare-spiegano- Chiediamo che venga effettuata al più presto una verifica dell’impianto di riscaldamento e che questo venga messo un funzione in tempo rispetto all’arrivo del freddo.
Sono anni, infatti, che i termosifoni della scuola funzionano poco e male, in palestra sono completamente assenti, costringendo tutti alunni e personale presente nella scuola, a lavorare al freddo, considerando che la scuola ha diverse classi che svolgono il tempo pieno, questo rende ancora più difficoltoso “vivere la scuola” e svolgere le attività didattiche”.

Nel documento i genitori chiedono, inoltre, che venga consegnato al dirigente scolastico il Piano di Manutenzione Ordinaria dell’impianto in modo da poter effettuare un riscontro dei controllo effettivamente svolti, e che sia chiaro e trasparente chi è il responsabile del servizio di manutenzione e chi è l’incaricato di effettuare i controlli sull’operato della ditta.

I genitori denunciano la poca chiarezza in termini di responsabilità ogni anno infatti il malfunzionamento dell’impianto ha giustificazioni diverse: a volte è il malfunzionamento della caldaia, l’impianto fatto male, mancanza di carburante, l’impianto elettrico non a norma… insomma tutta una serie rimpalli di responsabilità e competenze
Per tutte queste ragioni ben 500 genitori, con l’unico scopo di tutelare i diritti dei propri figli, chiedono che l’amministrazione intervenga per fare chiarezza e soprattutto per risolvere definitivamente la questione.

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