IL SESTANTE DI TERRACINA E IL PEF, DOMANDE E DUBBI A NON FINIRE

raccolta rifiutiPer noi non è che un pamphlet, nel senso moderno del termine. Per l’amministrazione di Nicola Procaccini è il piano economico e finanziario della gestione dei rifiuti 2013. Un divario incolmabile non solo nel merito ma anche nella forma.

Perché quello che i consiglieri di maggioranza, dodici più il sindaco, hanno approvato nell’ultimo consiglio comunale mentre alzavano la mano con la stessa fretta che avevano di andarsene a casa, sono state 15 pagine, copertina compresa, di generici elenchi di servizi i cui risultati facciamo fatica a vedere, e di accorpamenti di cifre.


9,4 milioni di euro spesi in un anno nelle gestione delle immondizie meritano qualcosa di più, o no sindaco? Per esempio ci piacerebbe sapere a far data dal 2 gennaio se davvero la raccolta differenziata ha raggiunto il 45% come riportato nel pamphlet, e cosa si sta facendo per portarla al 70% nel 2014 come sempre rilevato nelle quindici pagine. E con la stessa solerzia chiediamo al primo cittadino, ma se risponde anche qualcun altro al suo posto a noi va bene lo stesso, se nelle 18 macro arre individuate per effettuare un lavoro certosino di raccolta, è iniziato quel lavoro di porta a porta, di domiciliare, di prossimità e di stradale, previsti nella tabella a pagina 5 (ah, le pagine non sono neanche numerate).

E la comunicazione? Le campagne pubblicitarie (pagine 8 e 9)? Quelle che servono a diffondere la cultura della differenziata, a capire il danno quotidiano che si produce all’ambiente se tutto va a finire in un cassonetto, organico, plastica e altro. Le cifre, quelle riportate nelle ultime pagine, senza un minimo dettaglio, a parte la distinzione dei costi sostenuti dal 1 gennaio al 11 luglio e dal giorno successivo fino alla fine dell’anno, ovvero prima e dopo l’aggiudicazione della gara d’appalto. Il resto dice poco o nulla di cosa si nasconde dietro i numeri. Ad esempio i 624.289,46 euro sotto la voce “scostamento tra gettito preventivo e a consuntivo 2012”, cosa significa? Che lo scorso anno si pensava di incassare di più ma alla fine è arrivato di meno e la differenza la deve pagare il cittadino? E i 250.000 euro “costi amministrativi dell’accertamento, riscossione e contenzioso”, che dettaglio hanno, dove si è speso di più nell’accertamento o negli altri due? Quante e quali risorse sono state impiegate? Solo le due voci rappresentano ben 874mila euro in più in un anno che finiranno nelle bollette di conguaglio.

Sul pamphlet ci fermiamo qui, perché pensiamo che un piano economico e finanziario debba essere altro, debba contenere vita, morte e miracoli della gestione dei rifiuti a Terracina, affinché ogni centesimo speso trovi una giustificazione economica e di opportunità. Sull’appalto assegnato abbiamo ampiamente manifestato il nostro dissenso indicando anche una via alternativa. Sull’impianto di Morelle, sempre insieme ad Ascom e Wwf Litorale Pontino abbiamo indicato la strada da percorrere. Soluzioni alternative quindi, che nessuno dell’amministrazione ha mai osservato.