FORMIA, LA RELAZIONE DELL'ASSESSORE MARCIANO SULLE MODIFICHE TARES

FORMIA, LA RELAZIONE DELL'ASSESSORE MARCIANO SULLE MODIFICHE TARES
*Claudio Marciano*

*Claudio Marciano*

TARES: i principi

1)      i costi del servizio devono essere obbligatoriamente pareggiati con la tariffa.

Fino a ieri erano coperti all’80% dalla Tarsu e al restante 20% con fondi comunali e trasferimenti statali. Questi ultimi sono venuti a mancare nel 2013 a causa dei tagli del governo. L’ultima legge di stabilità consente agli Enti locali di applicare la Tarsu ma non di usarla per coprire l’intero costo del servizio. Stante la riduzione dei trasferimenti statali, i Comuni non hanno le risorse per pagare la quota scoperta, almenoché le amministrazioni non intervengano con un drastico aumento nella tassazione sui redditi. Formia ha l’addizionale Irpef più bassa della provincia. E tale deve rimanere.

2)      cambia il criterio per la distribuzione dei costi

Si passa dal metro quadro dell’abitazione alla produzione di rifiuto, calcolato secondo coefficienti fissi stabiliti dal governo. L’ottica è chiara: chi più consuma, più paga. Utenze domestiche e non.

3)      riequilibrio del rapporto tra previsioni ed incasso effettivo

Il settore Ambiente: gli sprechi della precedente gestione

Le condizioni e gli effetti della Tares sono noti dal gennaio 2013. La precedente amministrazione ha avuto a disposizione sei mesi per approvare il bilancio e metterci la faccia. Ha preferito ignorare la verità, perdere le elezioni e aspettare che altri pagassero il prezzo politico degli sprechi perpetrati negli anni precedenti. Il trend relativo ai costi del servizio ha negli ultimi anni un andamento piuttosto anomalo. Nel 2007, ultimo anno della precedente giunta Bartolomeo, il servizio di igiene urbana costava al Comune 5.950.000 euro. Nel 2012 troviamo la cifra lievitata ad 8 milioni di euro. Che è successo? Grazia alla raccolta differenziata, i costi di smaltimento sono scesi da due milioni di euro ad un milione e 800 mila euro. Ciò che è aumentato in maniera esponenziale è la somma pagata alla società di gestione del servizio, la Latina Ambiente. A parità di personale, nel 2007 l’Ama costava 2 milioni e 660 mila euro. Con la gestione Forte, nel 2011, il costo dell’esternalizzazione sale a 3 milioni e 250 mila euro. Nel 2012, con l’avvento della Latina Ambiente, si arriva a 4 milioni e 800 mila euro. Certo non è colpa della differenziata porta a porta. Il personale, che è la maggior voce di costo, è rimasto invariato. La maggior spesa per il noleggio mezzi e per la manutenzione è moderata dall’uso di altri mezzi, prima utilizzati per la raccolta. Ciò che incide su quel milione e mezzo è la quota d’aggio d’impresa che diamo alla Latina Ambiente. Perché è così alta? Per la responsabilità di chi nei cinque anni precedenti non ha affidato il servizio “in house”, né tantomeno ha esperito una gara. Aver sciolto la Golfo Ambiente, non essere stati capaci di fare una gara d’appalto decente, è costato ai cittadini formiani un milione e mezzo di euro. Il bilancio è negativo anche sulle entrate. Significativo il dato relativo al recupero dell’evasione: nel 2007 (ultimo anno della giunta Bartolomeo) si recuperavano 450 mila euro l’anno. Nel 2012 (ultimo anno giunta della Forte), il recupero scende a 130 mila. L’ufficio Tarsu è passato da 4 elementi ad uno. Viceversa, le entrate generali aumentano a causa dell’incremento del 25% della Tarsu disposto sempre da Forte nel corso del 2009. Loro hanno aumentato le tasse, non noi.

Cosa cambia con la Tares: i numeri categoria per categoria

Nel caso delle utenze non domestiche, l’applicazione dei tre principi sui bilanci degli enti locali ha portato come conseguenza aumenti o diminuzioni rilevanti a seconda delle categorie. Per le utenze domestiche, invece, la situazione cambia in ragione della composizione dei nuclei familiari. Le famiglie più numerose pagano di più perché producono più rifiuti.

La Tares non segue criteri di redistribuzione del reddito ma solo di produzione del rifiuto. Le tariffe sono stabilite dal governo secondo coefficienti di produzione media che si devono applicare ai metri quadrati. All’amministrazione comunale non è attribuita alcuna discrezionalità.

Chi sale e chi scende

Per 15 categorie commerciali su 30, la Tares sarà o identica o, più spesso, inferiore alla Tarsu. Parliamo di teatri e cinema (- 64%), scuole, negozi di abbigliamento (-12%), calzature (-12), librerie (-12%), ferramenta (- 12%), falegnami (-10%), idraulici (-10%), parrucchieri e barbieri, attività industriali con capannoni (-20%), negozi di tende e tessuti (- 40%), attività artigianali di beni specifici (-20%), alberghi senza ristorante (-10%), autorimesse e magazzini senza vendita diretta    (-53%).

Piccoli aumenti subiranno bar e pasticcerie (+14%), alberghi con ristorante (+20%), studi professionali e agenzie (+38%). Per altre 8 categorie, l’aumento sarà inferiore al 15%.

Solo per alcune categorie l’aumento sarà sensibile. Parliamo di ristoranti e pizzerie (+ 80%, non certo + 300% come dichiarato dall’opposizione), ortofrutta, pescherie e pizze al taglio (+ 179%). Gli ortofrutta pagheranno 24 euro al metro quadro; i ristoranti 18.63 euro. Ma per le aree scoperte pagheranno il 50% in meno.

Qualche raffronto…

A Formia la situazione è di molto migliore rispetto ad altre località della provincia, come ad esempio il capoluogo. A Latina, dove opera la Latina Ambiente (stesso gestore di Formia) e dove l’Udc governa col Pdl, i ristoranti pagano 30 euro al metro quadro (a Formia 18.63). A Gaeta il costo è di 16.60 euro ma i ristoratori non hanno agevolazioni per le superfici scoperte. Sempre a Latina, ortofrutta e pizzerie al taglio pagano 35 euro al metro quadro. A Latina i bar pagano 24 euro, a Formia 14. E tra i comuni di medie dimensioni, Latina non è tra i più costosi. I cittadini di altri comuni hanno assistito ad aumenti ancora più forti, segno forse che alcune categorie fino ad oggi hanno pagato troppo poco. Se, così come era prima, una pizzeria al taglio paga quanto una farmacia o un’edicola, pur producendo una mole di rifiuti esponenzialmente superiore, vuol dire che la distribuzione dei costi non era poi così equa.

Le utenze domestiche

Sono in totale 17.496. Anche per questa tipologia, seppur in modo lieve, la Tares non costituisce una buona notizia. Tuttavia, per il 60% dei contribuenti, il saldo in bolletta diminuisce (abitazioni con un solo componente) o aumenta di poche decine di euro l’anno rispetto al regime Tarsu. Penalizzate le famiglie con più di quattro componenti. Per venire incontro ai meno abbienti, il regolamento Tares prevede comunque agevolazioni del 50%. Potranno accedervi le famiglie con reddito Isee inferiore agli 8 mila euro ed altre categorie socialmente disagiate. Inoltre, la quota di recupero dell’evasione potrebbe essere destinata alle utenze non domestiche più colpite dagli aumenti e alle utenze domestiche contraddistinte da un numero superiore di componenti e da redditi più bassi.

Le soluzioni

 

1) Riattivazione della Golfo Ambiente. Gestendo direttamente il servizio, risparmieremo sull’aggio d’impresa. Nel settore dell’acqua, gli ultimi cinque anni hanno portato ad aumenti del 125%. L’ex sindaco non mi pare abbia avuto particolari problemi ad approvarli. Come per l’acqua, siamo convinti non si debba fare business sui rifiuti.

2) Potenziamento della raccolta differenziata porta a porta. Se fatta bene, riduce sensibilmente i costi di smaltimento. In pochi mesi abbiamo portato la differenziata dal 30 al 48%. Entro fine anno estenderemo il porta a porta anche a Gianola. Ci aspettiamo nei primi mesi del 2014 di superare quota 60%. Per incentivare la differenziata, il nuovo regolamento prevede:

▪     uno sconto del 10% a chi fa il compostaggio domestico;

▪     ecobonus fino al 30% per utenze non domestiche che fanno la differenziata (a partire dal prossimo anno).

Questo determinerà un trend positivo. E, con l’aumento della quota di differenziato, saliranno anche i contributi dei consorzi. Certo, fino a quando l’impiantistica locale non farà un salto di qualità, continueremo a pagare troppo per il conferimento dell’indifferenziato, prima di tutto l’organico. Ma la Regione procede in modo spedito nel processo di abilitazione delle nuove piattaforme. Noi stessi ci candidiamo a gestire l’impianto di compostaggio da realizzare nei territori limitrofi a Formia che hanno già offerto la propria disponibilità

3)      lotta all’evasione. E’ già pronta la delibera per potenziare l’ufficio. Non usiamo i fondi dell’evasione per pagare spese pazze ma per creare le condizioni affinché di soldi se ne recuperino molti di più.

Considerazioni finali

La Tares impone aumenti in bolletta e il Comune può poco. L’obiettivo dell’amministrazione è di ridurre i costi e spendere meglio le entrate, al fine di potenziare lo spazzamento e il decoro urbano, specie nelle periferie. I populismi non portano da nessuna parte. Tanto meno lo sciacallaggio politico di chi ipotizza aumenti tariffari del 300%. Se poi avessimo seguito il suggerimento lanciato da alcune associazioni di commercianti, avremmo assistito ad un aumento generalizzato del 25% per tutte le categorie, aumento che avrebbe reso necessario un ritocco consistente dell’addizionale Irpef, ricadente tanto sui commercianti quanto sui consumatori.

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