RAFFAELE MANCINI “SCONGELA” A ITRI IL SIMBOLO AN

*Raffaele Mancini*
*Raffaele Mancini*

E’ stato Raffaele Mancini, delegato comunale alla cultura a Itri e assessore presso la XVII^ Comunità Montana di Spigno Saturnia, a prendere l’iniziativa per riattivare a Itri la struttura sezionale di Alleanza Nazionale e renderla di nuovo operativa. Insieme a Francesco Ciccone e Carlo Macaro di Fondi, figure storiche della Destra pontina e aurunca, ha preso parte alla convention di Roma dove ha avuto, tra il tripudio di bandiere e un entusiasmo incontenibile, il suo battesimo il neonato Movimento per Alleanza Nazionale.

In quella sede, dove erano presenti, Francesco Storace per la Destra, Roberto Menia per Futuro e Libertà, Luca Romagnoli per Fiamma Tricolore, Adriana Poli Bortone per Io Sud, Roberto Buonasorte per Il Giornale d’Italia, Antonio Buonfiglio per Scongeliamo il simbolo di AN, Domenico Nania per Nuova Alleanza e Oreste Tofani per Sovranità Nazionale, la figura carismatica di “donna” Assunta Almirante “ha riacceso i cuori – sottolinea Raffaele Mancini – di quanti hanno sempre serbato nell’animo i principi e i programmi della Destra”.


Da quella convention Mancini è tornato a Itri investito “dell’onere e del’onore di ridare struttura operativa alla realtà dell’ex A.N., quella che, dopo la confluenza nel PdL non ha voluto confondersi con l’iscrizione globalizzante ed è rimasta orgogliosamente legata al suo onoratissimo passato”.

Mancini, che è già stato candidato alla Provincia e componente della direzione provinciale, rappresenta l’icona di quel partito “che non si è sentito mai oggetto della metempsicosi alienante registratasi qualche anno fa, ma che si è inorgoglita nel serbare intatti nell’animo gli autentici contenuti di chi è convinto di poter offrire alla società soluzioni e idee autenticamente valide”.

Nelle sue prime dichiarazioni si possono cogliere gli intenti che ne caratterizzano l’entusiasmo operativo: “A Roma è emersa la vocazione di tanti elettori che hanno la decisa volontà di non consegnare le proprie ideologie a movimenti che nulla hanno a che vedere con quel patrimonio che affonda le proprie radici nelle realtà che vengono cronologicamente già prima di AN e per i quali i valori da difendere in ogni tempo e in ogni luogo sono la famiglia, la vita, l’identità nazionale, la Patria, i principi religiosi che accomunano un popolo perché la Comunità Europea, se deve essere una realtà basata solo sulla finanza, escludendo le radici storiche e ideologiche di un continente, è destinata inevitabilmente a fallire. AN – sottolinea Mancini – dovrà tornare a essere un partito che guarda al futuro ma con le radici ben salde nel passato.

Un partito che, di fronte, dovrà avere gli uomini e non i leaders, ragione per la quale da questa convention, che si propone innanzi tutto di riappropriarsi del simbolo per ridare giustamente agli elettori la possibilità di poterlo votare, cosa che è stata negata negli ultimi quattro anni dalle scelte volute da poche persone, da quella convention, dicevo, esce fuori il dato più importante e cioè quello che stabilisce che sarà la base a indicare chi dovrà rappresentare AN e non gli studi notarili o le segreterie nazionali verticistiche.

Mi auguro che a Itri – ribadisce il delegato alla cultura, mentre si accinge a terminare la sua dichiarazione – succeda la stessa cosa. Personalmente mi sono accollato l’onere e provo il grande onore di essermi attivato per riavviare questo percorso, ma, in seguito, saranno i tanti simpatizzanti che vorranno aderire al Movimento a scegliere chi dovrà rappresentarli e, soprattutto, le linee politiche e operative da seguire e perseguire.

La speranza è che questo Movimento possa raggiungere quanto prima l’obiettivo di riavere quel simbolo illuminato dalla Fiamma a noi caro perché, oggi, continuare a pensare a una destra frammentata in tanti piccoli partiti e movimenti, non ha alcun senso, anzi finisce per creare maggiore sfiducia e disillusione tra l’elettorato”.