MONTE SAN BIAGIO, MOTOCICLISTA COINVOLTO IN UN INCIDENTE. MUORE

MONTE SAN BIAGIO, MOTOCICLISTA COINVOLTO IN UN INCIDENTE. MUORE
Un'immagine immediatamente successiva alla tragedia

Un’immagine immediatamente successiva alla tragedia

 

Uno schianto pauroso contro il guardrail, con il suo corpo sbalzato sull’asfalto a decine di metri di distanza. E’ morto così, questa mattina, giovedì, il 23enne Manuel Riccardi, di Monte San Biagio. A nulla sono valsi i soccorsi, a niente i disperati tentativi di rianimarlo sul luogo dello schianto da parte di passanti e personale del 118.

La tragedia è avvenuta quando erano le dieci al chilometro 111,00 dell’Appia, subito dopo il cimitero monticellano.

Il giovane, residente con i familiari nella frazione di Vallemarina, viaggiava in sella alla sua Yamaha R6, proveniente da Terracina. Stava raggiungendo la ditta del padre, Luigi, autotrasportatore molto conosciuto anche perché presidente del comitato di zona.

Stando alle ricostruzioni, Riccardi ha imboccato ad alta velocità il curvone presente su quell’altezza del tratto di statale, perdendo a quel punto il controllo del proprio mezzo. Ancora qualche decina di metri, ed eccolo schiantarsi – la moto impazzita e ingovernabile- con estrema violenza sul guardrail, venendo di seguito sbalzato ad una cinquantina di metri di distanza. La due ruote ha terminato la propria corsa contro un mezzo del 118 che stava passando in quel momento, diretto per un trasporto da Fondi a Terracina.

Ad essere coinvolto, nei momenti immediatamente precedenti l’impatto, un secondo mezzo: una Alfa Romeo 147 che procedeva nel senso di marcia opposto, a cui la moto ha staccato di netto lo specchietto retrovisore sinistro. In un primo momento i suoi occupanti si erano allontanati dall’Appia perché a bordo c’era un bimbo, rimasto terrorizzato da quanto aveva appena visto. Poco dopo, sono tornati per rendere testimonianza alle forze dell’ordine.

Manuel Riccardi con la sua amata moto

Manuel Riccardi con la sua amata moto

Buona parte dei drammatici istanti della tragedia sono avvenuti sotto gli occhi della succitata ambulanza di passaggio, impegnata per un trasporto di routine, una Tac, tra un ospedale e l’altro. Sono stati proprio i suoi occupanti i primi a prestare soccorso al 23enne.

MSBA dar loro manforte dopo qualche minuto, un medico del pronto soccorso di Fondi, il dottor Calleri, anch’egli casualmente di passaggio.

A seguire, in rapida successione, il personale della “Formia soccorso” proveniente dal “San Giovanni di Dio” di Fondi, ed un’eliambulanza partita da Latina e calatasi, con a bordo un anestesista, nel bel mezzo dell’arteria.

Tutto inutile. Il cuore del giovane ha smesso di battere nonostante le disperate manovre di soccorso del sanitari, non ultima il massaggio cardiaco. Troppi, i gravi traumi riportati nell’impatto.

Indicativa, la scena che i soccorritori si sono trovati di fronte al loro arrivo: la Yamaha ed il corpo del 23enne erano a grande distanza l’una dall’altro. Il casco, è stato rinvenuto in un campo distante altre decine di metri.

Sul posto hanno operato i carabinieri di Monte San Biagio, coordinati personalmente dal comandante Michelangelo Nania. Di supporto, i colleghi di Terracina ed una volante della polizia.

Per permettere i rilievi, ed in attesa della venuta del magistrato di turno, quel tratto di Appia è rimasto bloccato per ore in entrambi i sensi.

La voce di quanto accaduto non ci ha messo molto a spargersi in zona, essendo i Riccardi molto conosciuti. Sotto choc un’intera comunità. Distrutto, non ci sarebbe nemmeno il bisogno di dirlo, il padre, che lo attendeva presso la propria ditta e solo in un secondo momento ha raggiunto la statale.

La salma, presa in consegna dalle onoranze funebri “Di Crescenzo-Iannucci”, nella tarda mattinata è stata traslata all’interno della camera mortuaria del cimitero di Fondi.

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