SANITA’, LA REGIONE LAZIO CONTINUA LA SELEZIONE DEI FUTURI DG DELLE ASL

SANITA’, LA REGIONE LAZIO CONTINUA LA SELEZIONE DEI FUTURI DG DELLE ASL
"Palazzo della Regione Lazio"

“Palazzo della Regione Lazio”

“Sono 199 gli aspiranti Dg che saranno chiamati il prossimo 16 novembre alla prova dei test poichè risultati in possesso di almeno tre dei cinque requisiti ulteriori richiesti per il percorso formativo, quello professionale e la complessità delle strutture gestite”.

Lo rende noto la Regione Lazio.

“In ordine all’ulteriore e distinto compito previsto dalla dgr 170 del 3 luglio 2013 – continua la nota – la commissione dei tre esperti indicata dall’Agenas, ha definito sin dal 3 agosto 2013, prima che i componenti stessi avessero accesso alla piattaforma informatica contenente l’elenco di tutti i candidati, la definizione degli indicatori.

Si sono  identificate cinque aree di misurazione: una per il percorso formativo, tre per la esperienza professionale e una per le risorse gestite, stabilendo che il candidato in possesso di almeno tre di queste caratteristiche possa accedere ai test successivi.

Per quanto riguarda il percorso formativo, sono stati individuati come ulteriori titoli master, formazione all’estero o in un contesto qualificato. Per il percorso professionale sono stati individuati tre parametri relativi alla quantificazione professionale dell’esperienza maturata nell’ultimo decennio, la dinamica della carriera professionale negli ultimi dieci anni, la varietà dei contesti aziendali nell’ambito dei quali il candidato ha operato negli ultimi cinque anni.

Per quanto riguarda la gestione di budget e risorse umane, è stato adottato il criterio quantitativo del valore del budget e delle risorse umane interne. Dei 199 aspiranti chiamati ai test, 89 sono di Roma e 110 provengono dal resto d’Italia, a dimostrazione della grande attenzione che c’è a livello nazionale sulla nuova stagione dei direttori generali. Ogni polemica, pertanto, è destituita di fondamento e sul merito non c’è alcuna intenzione di fare un passo indietro”.

“La Regione Lazio  – conclude la nota – si sta muovendo secondo quanto stabilito dalle norme nazionali e dagli ulteriori requisiti che legittimamente ha posto per selezionare i candidati con un profilo attitudinale più coerente con le esigenze di riforma del sistema sanitario regionale”.

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