CANCRO NON DIAGNOSTICATO IN TEMPO, A GIUDIZIO PRIMARIO E CHIRURGO DEL ‘GORETTI’

CANCRO NON DIAGNOSTICATO IN TEMPO, A GIUDIZIO PRIMARIO E CHIRURGO DEL ‘GORETTI’

mediciOmicidio colposo. Con quest’accusa il giudice Nicola Iansiti ha rinviato a giudizio il primario del reparto di chirurgia dell’ospedale “Goretti” di Latina, Marco Sacchi, e il chirurgo Francesco Papa. Secondo il sostituto procuratore Olimpia Monaco, titolare dell’inchiesta,  i due medici sarebbero responsabili del decesso di una donna, per non aver informato tempestivamente la stessa di alcune macchie ai polmoni che lasciavano presagire la presenza di un tumore.

La vicenda riguarda la morte di una donna, che nel 2006 si era recata al pronto soccorso del «Goretti» per una sospetta ernia ombelicale. La paziente era stata sottoposta a una radiografia, era stata riscontrata la presenza dell’ernia, ed era stata ricoverata in chirurgia, da dove era stata dimesso in  forma protetta dopo la programmazione dell’intervento. Tutto ok per l’ernia, ma successivamente era emerso che nella cartella clinica era stato inserito il referto del radiologo, che oltre all’ernia aveva evidenziato alcune macchie sui polmoni della donna, che lasciavano ipotizzare la presenza di un tumore. La paziente scoprì di essere vittima di un cancro nel 2008 e nel 2010 morì.

Per il sostituto Monaco se la donna fosse stata subito informata di quel referto e fossero subito iniziate le cure forse la paziente si sarebbe potuta salvare.In una memoria agli atti del procedimento, presentata dal dott. Sacchi tramite l’avvocato Dino Lucchetti, è stato specificato che dalla radiologia su quel sospetto così grave non era stata data alcuna notizia e che il referto incriminato non sarebbe neppure chiaro quando è finito in cartella clinica, una situazione che aveva portato lo stesso Sacchi a chiedere al «Goretti» di fare il punto sulla vicenda per evitare che potessero accadere di nuovo casi del genere. Il giudice Iansiti ha comunque ritenuto opportuno un approfondimento dibattimentale e rinviato a giudizio i due medici, difesi dagli avvocati Lucchetti e Laura Bove. La prima udienza è fissata per il prossimo 12 febbraio, davanti al giudice Lucia Aielli.

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