ASER, EX CONSIGLIERI PROSCIOLTI DALLA CORTE DEI CONTI: “ANNI DI PROCESSO SUL NULLA”

ASER, EX CONSIGLIERI PROSCIOLTI DALLA CORTE DEI CONTI: “ANNI DI PROCESSO SUL NULLA”
Gli ex consiglieri comunali appa conferenza stampa di oggi pomeriggio

Gli ex consiglieri comunali appa conferenza stampa di oggi pomeriggio

Ora che la Corte dei Conti ha dichiarato che il Consiglio Comunale del 2007 non ha procurato danno erariale alle casse del Comune di Aprilia per la vicenda Aser, questi 16 consiglieri sono tolti oggi pomeriggio, in conferenza stampa, i sassi dalle scarpe. Sassi che in alcuni casi sono macigni: c’è chi si è giocato la carriera politica, chi la serenità familiare, chi ancora è caduto in depressione. Senza contare le spese legali sostenute per difendersi e che ora, con tutta probabilità, saranno a carico della cittadinanza.

La sentenza resa nota il 9 ottobre di fatto ha dichiarato la prescrizione per i 16 che nel marzo 2007 votarono la delibera sul famoso addendum, vale a dire la revisione del contratto con Aser che, secondo la tesi della procura presso la Corte dei Conti, aveva procurato un danno alle casse di 35 milioni.

Conti che non tornavano, tanto che pochi mesi dopo da 85 si è scesi a 45, poi a 35, poi ancora a 18 milioni, ora a zero. Di fatto, la procura ha riscontrato che non c’era colpa, quindi non c’è stato danno. Di conseguenza, scatta la prescrizione dopo 5 anni.

Tanti, secondo i consiglieri, gli errori commessi in sede di indagine: dalle perizie di parte prese per “buone” (derivava da una perizia di parte del Comune di Aprilia, fatta tra l’altro per una finalità diversa, ovvero quella per la procedura fallimentare), alle interpretazioni sbagliate sull’aggio percepito da Aser (“Se la società percepisce un aggio del 13%, riscuote 600 mila euro e non versa soldi al Comune, l’aggio non è del 100% ma siamo in presenza di appropriazione indebita”, ha spiegato l’ex consigliere Marco Moroni). Senza contare che molti consiglieri si sono ritrovati indagati senza neanche essere stati informati. O peggio ancora, si sono trovati indagati pur essendo stati assenti a quella famosa seduta di consiglio del 2007.

L’invito a comparire ai 16 consiglieri fu recapitato ad un mese dalle elezioni del 2009. Tra questi c’era Alfonso Longobardi, candidato Sindaco di una coalizione che, saputa la notizia, si è sfaldata.

L’archiviazione, richiesta nel 2010 avvenne nel 2012. Questo per quanto riguarda il penale.

L’indagine contabile ha avuto inizio nel settembre del 2012, ovvero dopo oltre 5 anni dall’adozione della delibera nr. 13 del 2 marzo 2007. Delibera che aveva i pareri favorevoli dei revisori dei conti, contabili e tecnici.

La procura contabile nel proprio atto di citazione afferma che il danno erariale è derivato dai reiterati mancati versamenti da parte dell’agente contabile. Allora cosa si recriminava ai consiglieri comunali?

“Aggiungiamo pure – ha ribadito Moroni – che il “dannoso addendum” votato nel 2007 è stato ricordato da tale Domenico D’Alessio, Sindaco di Aprilia, il quale in una conferenza stampa del 2010 ebbe a dire che la risoluzione contrattuale era stata possibile grazie all’art. 9 della convenzione così come modificato nel 2007”.

Questo l’aspetto legale. Poi c’è quello politico. “Abbiamo un Sindaco condannato in primo grado dalla Corte dei Conti e un assessore alle finanze che nel 1991, ricoprendo lo stesso ruolo, aveva affidato la riscossione dei tributi a MPS senza gara”, ha affermato l’ex consigliere Antonello Santangelo. “Nessuno è oggi in grado di dare lezioni morali al sottoscritto, specie quando si hanno sorelle, cugini, generi, ecc assunti in Comune o nella Multiservizi”.

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