SAN FELICE CIRCEO, L’ULTIMATUM DELLA CORTE DEI CONTI AL SINDACO: SUBITO I BILANCI

SAN FELICE CIRCEO, L’ULTIMATUM DELLA CORTE DEI CONTI AL SINDACO: SUBITO I BILANCI

corte dei contiNessuna grande differenza tra Petrucci e i suoi predecessori nella gestione del bilancio, atti “nascosti” ai magistrati contabili sia dagli esponenti del Pdl che sedevano prima a Palazzo che dall’attuale primo cittadino di San Felice Circeo. Queste le conclusioni a cui è giunta la sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei Conti, con una delibera con cui “bacchetta” l’operato degli amministratori, lanciando un  ultimatum al sindaco Gianni Petrucci, ex numero uno del Coni, affinché trasmetta subito alla Corte dei Conti le relazioni richieste sui bilanci comunali.

Entro il 10 novembre scorso l’organo di revisione contabile del Comune di San Felice Circeo avrebbe dovuto trasmettere ai magistrati contabili la relazione sul bilancio di previsione 2012 ed entro il 15 dicembre scorso quella sul rendiconto 2011, ma così non è stato. La Corte dei Conti ha appurato che il Comune risultava all’epoca dotato di un bilancio di previsione, mentre era in “patologico ritardo relativamente all’approvazione del rendiconto generale dell’esercizio precedente”.

Petrucci si è insediato sul promontorio a maggio dello scorso anno e il 21 dicembre è stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario del Comune. Una situazione delicata, che secondo i magistrati rendeva ancor più urgente l’invio delle relazioni, per un attento esame delle finanze comunali. Niente da fare e inutili i molti richiami. Nella delibera con cui è stato dato l’ultimatum agli amministratori del Circeo, la Corte dei Conti specifica così che già in passato “ha avuto difficoltà di fisiologica interlocuzione con l’organo di revisione contabile del Comune di San Felice Circeo, con compromissione dell’ordinario esercizio delle funzioni di controllo”. E ancora: “La nuova rilevata inerzia da parte del collegio dei revisori e della stessa amministrazione comunale costituisce comportamento omissivo potenzialmente censurabile sul piano delle responsabilità soggettive, con valutazioni di gravità nella specie accresciuta dalla relativa reiterazione”.

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