RIFIUTI INTERRATTI SOTTO L’APPIA, TERMINATE LE TRIVELLAZIONI

*Il carotaggio su un terreno adiacente*
*Il carotaggio su un terreno adiacente*

Sono terminate nella giornata di ieri le operazioni di campionamento disposte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito dell’inchiesta volta a verificare se siano stati interrati rifiuti tossici durante i lavori di potenziamento della SS7 Appia nel territorio di Sessa Aurunca, in Provincia di Caserta ma al confine con il Sud pontino. Gli addetti, sotto il coordinamento del consulente tecnico d’ufficio nominato direttamente dalla Procura, hanno effettuato sei nuovi carotaggi il cui materiale va ora ad aggiungersi agli altri otto prelevati lo scorso 25 settembre.

In quest’ultima fase, le trivellazioni hanno interessato il tratto dell’Appia dalla rotonda di Fasani in poi e i terreni limitrofi. Mentre la scorsa volta, come si ricorderà, le campionature avevano riguardato la nuova variante Appia (dinanzi la via che porta alla centrale nucleare del Garigliano), i terreni adiacenti e una delle due rotonde. Anche questa volta i lavori – alla presenza degli agenti del commissariato di Sessa Aurunca, del Comando del Corpo Forestale di Roccamonfina, dell’Anas e dell’Arpac – si sono protratti fino al tardo pomeriggio.


*I carotaggi sulla nuova variante dell'Appia*
*I carotaggi sulla nuova variante dell’Appia*

Ora l’attenzione è tutta puntata sul laboratorio, dove l’equipe del professor Andrea Buondonno – esperto in siti contaminati – dovrà esaminare per conto della Procura il materiale prelevato sotto l’asfalto e nei terreni agricoli. Da un primo rilevamento, sebbene sia necessario attendere la valutazione finale dell’esperto, sarebbero stati rinvenuti due elementi chimici in quantità superiore rispetto al valore tabellare. Si tratta del berillio e dello stagno. Tuttavia è opinione di alcuni pedologi che non ci sia nulla di anomalo vista la natura vulcanica della zona.

Nel frattempo i 400 metri di strada realizzati quasi due anni fa per eliminare la doppia curva nei pressi dell’ingresso dell’impianto nucleare, restano ancora sotto sequestro. Se e solo se al termine dell’iter non sia comprovato l’effettivo inquinamento dei terreni circostanti, l’opera potrà essere finalmente fruibile.

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