PROMISED LAND FA TAPPA A SABAUDIA DALL’8 AL 10 OTTOBRE

PROMISED LAND FA TAPPA A SABAUDIA DALL’8 AL 10 OTTOBRE

promised landDall’8 al 10 ottobre si terrà all’Università di Roma Tre e a Sabaudia il primo incontro internazionale, finanziato dall’Unione Europea, che prende in esame la storia e l’attualità degli esperimenti di fondazione di città e borghi rurali nel Mediterraneo durante il XX secolo.

Il titolo del workshop è “Promised Lands”, terre promesse, parole evocative di un valore prima che politico, religioso ed esistenziale di questa fondamentale vicenda che ha visto l’Italia protagonista, una volta tanto in positivo.

L’incontro guarda, per la prima volta, alle città di fondazione realizzate nella Pianura Pontina, in funzione della ricerca di una identità politica e sociale dell’Europa e dell’intero bacino del Mediterraneo. Interverranno storici, architetti e scienziati sociali provenienti dai principali Paesi del Sud Europa e della sponda Nord del Medio Oriente e del continente africano. È previsto anche l’intervento dello scrittore Antonio Pennacchi insieme con l’architetto Giorgio Muratore nella giornata inaugurale del giorno 8 ottobre alle 18.00 presso l’università Roma Tre.

La questione della colonizzazione oggi è più attuale che mai, di fronte ai problemi derivati dai flussi migratori delle popolazioni e dalla crisi politica dell’Europa e degli Stati che si affacciano sul Mediterraneo. Un discorso a sé stante riguarda Israele e la difficile convivenza con la popolazione del mondo arabo.

Mercoledì 9 ottobre i partecipanti al workshop saranno a Sabaudia, presso il Centro di Documentazione A. Mazzoni, a partire dalle ore 9,30, dove saranno accolti dal sindaco Lucci e dall’assessore Gelardi, la quale dichiara: “E’ un onore per Sabaudia ospitare questo workshop internazionale che vede la partecipazione di diversi ed importanti enti universitari europei, Roma Tre, ULB di Bruxelles e UNED di Madrid, tra le altre. Sabaudia ancora una volta è al centro degli studi di professionisti per la sua unicità architettonica e questo non può che renderci orgogliosi del patrimonio che ci è stato consegnato e che abbiamo il dovere di conservare e valorizzare”.

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