MAZZETTE PER SUPERARE GLI ESAMI DI GUIDA, IL RIESAME CONCEDE I DOMICILIARI A 4 INDAGATI

MAZZETTE PER SUPERARE GLI ESAMI DI GUIDA, IL RIESAME CONCEDE I DOMICILIARI A 4 INDAGATI

patenteFuori dal carcere i principali indagati nell’inchiesta “Pay to drive”, quella su una presunta associazione per delinquere costituita all’ombra della Motorizzazione civile di Latina, che in cambio di mazzette faceva passare gli esami per la patente a chiunque, a partire dagli stranieri che non sapevano neppure parlare l’italiano.

Il Tribunale del Riesame di Roma, a distanza di due settimane dagli arresti, ha concesso i domiciliari ad Antonella Cianfoni, Roberto Becchimanzi, entrambi funzionari della Motorizzazione, Antonio Ezio Rossini, titolare di autoscuole a Terracina, Monte San Biagio e Fondi, e Francesco Spaziani, titolare di autoscuole a Latina e San Felice Circeo, difesi dagli avvocati Paolo Censi, Gaetano Marino e Giuseppe Poscia. Nessun ulteriore beneficio invece per Laura Terlizzo, funzionario della Motorizzazione, Mario Livornese, titolare di un’autoscuola di Minturno, Giuseppe Antigiovanni, titolare di un’autoscuola di Formia, e Gerardo Tomao, titolare di un’autoscuola sempre di Minturno, che restano così ai domiciliari.

In carcere al momento si trova soltanto Pietro Lestingi, funzionario della Motorizzazione, ma gli altri ricorsi al Riesame, per lui e altri indagati ai domiciliari, sono fissati per martedì prossimo. Nell’attesa che i giudici romani depositino le motivazioni dell’ordinanza, il fatto che il Tribunale abbia concesso a quanti erano in carcere i domiciliari e lasciato ai domiciliari gli altri sembra lasciar intendere che l’impianto accusatorio ha retto appieno e che è stata solo alleggerita la misura cautelare non ritenendo necessario tenere gli indagati dietro le sbarre.

L’inchiesta “Pay to drive” è nata da un servizio di “Striscia la notizia” del 2010, in un’autoscuola di Sezze, e si è poi allargata tra pedinamenti, intercettazioni, sequestri e interrogatori, che hanno portato la Polstrada a disegnare una rete di corruzione e il sostituto procuratore Olimpia Monaco a indagare 169 persone.

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