ACQUA PUBBLICA: Sì, MA SENZA RISCHI PER I COMUNI

ACQUA PUBBLICA: Sì, MA SENZA RISCHI PER I COMUNI

acqua-rubinettoRipubblicizzare il servizio idrico, l’obiettivo che gran parte dei Comuni stanno inseguendo in queste ultime settimane, attraverso strade diverse. C’è chi, come i Sindaci di centrodestra, ha dato mandato al Presidente dell’Ato4 di individuare la strada per acquisire le quote del socio privato di Acqualatina e chi, invece, come i Sindaci di centrosinistra temono il “pacco”.

A spiegarlo è il gruppo consiliare di centrosinistra di Aprilia: “Il Partito Democratico e le altre forze della sinistra apriliana hanno sempre sostenute che non fosse necessario sostenere solamente la necessità di una proprietà pubblica del bene acqua, ma anche, se non soprattutto la gestione del bene deve essere pubblica nel senso più ampio del termine”, spiegano i consiglieri Giovannini, Tommasetti e Porcelli. “Oggi, di fronte alle decisioni di riacquistare le quote del socio privato si pongono due problematiche importanti”. In primo luogo, secondo i tre, la valutazione delle quote dovrà tener conto delle “effettive condizioni economiche e finanziarie della società”, e l’eventuale valore delle azioni, “sempre se esista”, dovrà “rispecchiare le effettivo stato di salute della società”. L’eventuale valutazione dovrà avvenire per mezzo di un organo indipendente e nel rispetto dei requisiti di trasparenza e veridicità. In altre parole, al socio privato non dovrà essere regalato neanche un centesimo.

In secondo luogo, è necessario chiarire fin da subito che all’eventuale conclusione dell’operazione, in un contesto di massima sicurezza per gli enti locali, dovrà seguire una scelta coraggiosa da parte della politica ovvero “l’abbandono dello schema di un struttura aziendale comunque orientata ad un profitto, come nel caso delle società per azione, ed il passaggio ad un soggetto gestore pubblico la cui missione non è il conseguimento del profitto ma la produzione di un servizio pubblico fondamentale per soddisfare bisogni essenziali e la cui realizzazione risponde ad una logica etico-sociale più che economica”.

“Ripubblicizzare il servizio idrico non solo a parole – concludono i consiglieri – ma nei fatti e nella sostanza senza nessuno sconto al socio privato che ha dimostrato, con nel caso della chiusura dello sportello di Aprilia, incapacità gestionale e moltissime inefficienze”.

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