FONDI, DAMASCO III. L’ACCUSA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER NOVE TRA POLITICI, FUNZIONARI E IMPRENDITORI

FONDI, DAMASCO III. L’ACCUSA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER NOVE TRA POLITICI, FUNZIONARI E IMPRENDITORI
*Il sostituto procuratore Giuseppe Miliano*

*Il sostituto procuratore Giuseppe Miliano*

A oltre tre anni di distanza dalla chiusura delle indagini preliminari, dopo numerosi rinvii ed eccezioni, è ormai vicina la decisione del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, sui nove imputati in «Damasco 3», procedimento nato dalla maxi-inchiesta su Fondi portata avanti dall’Antimafia di Roma.

Questa mattina hanno iniziato a discutere le difese e il prossimo 15 ottobre, ultimate le arringhe, il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla pubblica accusa per gli imputati.

Sotto accusa politici, funzionari comunali e imprenditori, a carico dei quali il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, ricevuti gli atti dalla Dda, ha ipotizzato numerosi reati contro la pubblica amministrazione.

Il pm Miliano ha chiesto il giudizio per la funzionaria comunale Tommasina Biondino, detta «Tina», l’ex comandante dei vigili urbani Dario Leone, l’ex vice comandante Pietro Munno, l’ex assessore Riccardo Izzi, l’imprenditore Mario Izzi, il consigliere regionale Romolo Del Balzo, il barbiere Giuseppe Canale e gli imprenditori Luigi Spagnardi e Roberto D’Agostino.

Per Riccardo Izzi, ritenuto dalla Dda l’uomo che portò le mafie a Palazzo, il pm Miliano ha ipotizzato i reati di peculato, abuso d’ufficio, concussione e riciclaggio. Il consigliere regionale Del Balzo è stato invece accusato di peculato per l’uso del telefonino. La funzionaria Biondino di peculato, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Leone e Spagnardi di turbativa d’asta e Munno di abuso d’ufficio. Mario Izzi è stato accusato di riciclaggio e Canale di millantato credito. D’Agostino, infine, è accusato di favoreggiamento.

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