ODORI NAUSEABONDI DALLA VICINA CENTRALE BIOGAS

ODORI NAUSEABONDI DALLA VICINA CENTRALE BIOGAS
La Tecnomaco e, a sin., l'impianto biogas

*La Tecnomaco e, a sinistra, l’impianto biogas*

Lavorare con l’odore intenso di materiale organico misto a non si sa che altra sostanza. Condizioni in cui si sono ritrovati ad operare i dipendenti della Tecnomaco, florida azienda che esporta in tutto il mondo i suoi macchinari, vero fiore all’occhiello dell’economia apriliana. A pochi metri, da qualche mese, è stato realizzato una centrale a biogas. Nulla di male, visto che è tutto in regola. Ma i cattivi odori, quelli non sono soggetti ad autorizzazione. Né si può evitare di sentirsi male solo perché quella centrale sta operando nella legalità.

Il fatto è un altro: che cosa è successo quel martedì 17 settembre lo dovranno appurare le autorità investite del caso, Arpa, Comune di Aprilia e Asl. Gli operai hanno avvertito forti mal di testa e nausee a causa degli odori sgradevoli che arrivavano da quella centrale. Il proprietario della Tecnomaco è stato sul punto di chiudere l’azienda: non poteva mettere a repentaglio la salute dei suoi dipendenti. Ma questo avrebbe significato interrompere il ciclo produttivo e tardare sulla consegna delle commesse. È stato presentato un esposto anche ai Carabinieri di Aprilia.

Che cosa hanno respirato quel giorno i lavoratori Tecnomaco? Ma soprattutto: si ripeteranno questi episodi? Se così fosse, l’azienda è intenzionata a lasciare Aprilia. Al di là del degrado delle zone circostanti, non certo un bel biglietto da visita per un’azienda che opera in decine di paesi in tutto il mondo e che quasi quotidianamente riceve la visita di clienti stranieri, si tratta di una questione di salute dei lavoratori stessi. Il proprietario, ex consigliere comunale, ha a cuore Aprilia ma non può rischiare di far ammalare i suoi dipendenti. Si potrebbe dire tanto sul dilagare di centrali a biogas, biomasse e quant’altro: ora il dato certo è che c’è un’azienda tentata di lasciare Aprilia. E questo sarebbe l’ennesima beffa.

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