“BUSTARELLE” PER PRENDERE LA PATENTE, TUTTE LE AUTOSCUOLE COINVOLTE

“BUSTARELLE” PER PRENDERE LA PATENTE, TUTTE LE AUTOSCUOLE COINVOLTE

POLIZIA operazione autoscuoleVenticinque gli indagati che, secondo il sostituto procuratore Giuseppe Bontempo, avrebbero dato vita a un’associazione per delinquere attorno alla Motorizzazione civile di Latina, facendo conseguire patenti a chiunque fosse disposto a pagare “mazzette”, anche se non sapeva nulla di segnaletica stradale e non capiva neppure l’italiano. Gli indagati, però, sono in totale 169 e molti sono quelli che, anche se ritenuti estranei alla presunta organizzazione criminale, avrebbero commesso reati di corruzione, concussione, sostituzione di persona, falso o truffa. Un “sistema” incentrato sulle autoscuole della provincia di Latina, che ha portato la Procura a formulare 109 capi d’accusa. Ecco alcuni degli episodi contestati alle autoscuole presenti nei diversi centri pontini.

 LO SCANDALO COMUNE PER COMUNE

SEZZE La prima autoscuola oggetto d’indagine è stata quella dove aveva effettuato un “blitz” l’inviato di “Striscia la notizia”, la CAP di Sezze. Secondo il sostituto Bontempo, il titolare dell’autoscuola, Sergio Bologni, e la figlia Laura, insieme al direttore della Motorizzazione, Graziano Tabelli, e ai funzionari della MCTC, Antonella Cianfoni e Pietro Lestingi, sarebbero responsabili di concussione, per aver chiesto a un cliente una “mazzetta” di 800 euro. Era il 29 giugno 2010. Gli stessi sono poi accusati di falso, in quanto le risposte corrette all’esame sarebbero state date al cliente da un’altra candidata, fatta sedere vicino a lui. Per altre vicende accusato di falso, oltre a Bologni, anche Giovanni e Barbara Chiarello, della stessa autoscuola. Sempre a Sezze, sotto accusa l’autoscuola “Setina”, rappresentata da Roberto Rapone, accusato di concorso in corruzione, per una “mazzetta” necessaria a non creare problemi su un candidato, al quale durante l’esame il setino avrebbe dettato le risposte corrette al cellulare.

APRILIA Coinvolta nell’inchiesta l’autoscuola di Mauro Giordani. Quest’ultimo, insieme a Tabelli e al funzionario della Motorizzazione, Vincenzo Cardosi, sono accusati di truffa, per 1.300 euro ottenuti da un candidato al fine di dargli un “aiutino”

CISTERNA Accusa di corruzione e falso, insieme ad altri, per Fabio Argiolas, titolare dell’autoscuola Marcellino, per denaro che sarebbe stato dato a Tabelli e Lestingi affinché chiudessero un occhio su due candidati che, durante l’esame, avevano sul tavolo il libro dei quiz. Indagato, per concorso in falso, relativo a esami fatti superare a suon di suggerimenti, Alessandro Gentili, dell’autoscuola “Ricci”.

CORI Indagato, per concorso in falso, Vincenzo Onnelli, dell’autoscuola “Pasquali”, con sede anche a BORGO SABOTINO, per esami superati dai clienti-candidati grazie ai soliti suggerimenti dall’esterno. Onnelli è accusato poi anche di concorso in truffa, per i 1.500 euro ottenuti da un cinese paventandogli la necessità di avere un interprete durante la seduta d’esame.

LATINA Indagato, per concorso in falso, per gli esami “inquinati” da suggerimenti ai candidati, Claudio Caiani, dell’autoscuola “La Vittoria”. Accusato di concorso in truffa, corruzione e falso uno degli esponenti della presunta associazione per delinquere, Francesco Spaziani, dell’autoscuola “Silvano”, attiva anche a SAN FELICE CIRCEO. Molti gli indiani di tale autoscuola che, pagando, si sarebbero visti digitare sul monitor le risposte corrette dalla funzionaria Antonella Cianfoni, visto che loro non parlavano né capivano l’italiano. Accusato di truffa e falso anche Floriano Spaziani, rappresentante dell’omonima autoscuola, cugino di Francesco. Indagato, per concorso in concussione, truffa e falso, Franco Ronconi, dell’omonima autoscuola di Latina Scalo.

PRIVERNO Indagato, per concorso in falso, per esami fatti superare lasciando sulla scrivania del candidato il libro dei quiz, Romolo De Angelis, dell’autoscuola “Roma”.

ROCCAGORGA Pietro Gianni Tosti, dell’omonima autoscuola, attiva anche a SONNINO, è indagato per concorso in falso relativamente sempre a esami “facili”.

FONDI Antonio Ezio Rossini, dell’omonima autoscuola, attiva anche a TERRACINA e MONTE SAN BIAGIO, ritenuto uno dei personaggi di spicco della presunta associazione per delinquere, Vincenzo Accapaticcio, Piero e Giuseppe Figliozzi, Mauro Riso, suoi dipendenti, sono indagati per falso e non solo su esami sostenuti da loro clienti e superati a forza di suggerimenti.

ITRI Daniele Del Vecchio, dell’autoscuola Iudicone, accusato di truffa insieme ad altri per il denaro richiesto a un indiano, prospettandogli la possibilità di avere un interprete all’esame. Linda Iudicone, della stessa autoscuola, accusata di concorso in falso, per esami superati dai suoi clienti grazie a suggerimenti e per sostituzioni di persona agli esami.

SS. COSMA E DAMIANO Indagato, per concorso in falso, Donato Pierro, dell’autoscuola “Epoca”, per esami suggeriti a clienti di quest’ultimo da titolari delle autoscuole. Accusato poi, sempre di falso, per esami fatti da una persona al posto di un’altra.

GAETA Massimo Camelio, dell’autoscuola “Golfo”, indagato per concorso in falso, per l’esame fatto superare a un pakistano senza che partecipasse alla seduta, ma mettendo al suo posto, con le generalità dello straniero, Giovanni Natale. Altre accuse di falso per vicenda analoghe, in cui una donna era stata addirittura sostituita da un uomo e indiani da italiani.

FORMIA Indagato, per concorso in falso, relativamente sempre alla sostituzione di persona per il pakistano e di altri candidati, Giuseppe Antigiovanni, dell’autoscuola “Giampaolo”.

MINTURNO Mario Livornese, dell’autoscuola “La Nuova Folgore”, accusato, per le sostituzioni di persona agli esami, di concorso in falso. Stessa accusa per Gerardo Tomao, dell’autoscuola “Folgore In”.

 

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