TERRACINA, PRIMA VOLTA IN PROVINCIA DEL BRACCIALETTO ELETTRONICO A UN DETENUTO

TERRACINA, PRIMA VOLTA IN PROVINCIA DEL BRACCIALETTO ELETTRONICO A UN DETENUTO

commissariato polizia terracina-2Arriva anche  in provincia di Latina il braccialetto elettronico per il controllo a distanza dei detenuti domiciliari.

Due giorni fa  l’Ufficio GIP del  Tribunale Ordinario di Roma  ha dato incarico alla Divisione Anticrimine della Questura di Latina di curare l’applicazione e l’esecuzione  del controllo a distanza  di un detenuto, da tradurre nella città di Terracina.

Si è dato, pertanto,  corso alla procedura, per la prima volta nella Provincia di Latina,  di istallazione e  attivazione di un dispositivo di controllo   e gestione di un sistema di sorveglianza elettronico per il monitoraggio a distanza tra la Centrale Operativa della Questura , il Commissariato di P.S. di Terracina e la dimora del detenuto.

Questo pomeriggio i tecnici della Telecom, in base ad una Convenzione Quadro stipulata con il Dipartimento della P.S., hanno messo a punto un sistema all’interno della Sala Operativa della Questura di Latina idoneo per il controllo dei detenuti domiciliari per poter consentire il controllo a distanza, con le modalità previste dall’art 275 bis del codice di procedura penale, su tutto il territorio della provincia

La base normativa è data da una legge del 2001 n. 341  recante disposizioni urgenti per l’efficace e l’efficienza dell’Amministrazione della Giustizia. Il giudice nel disporre la misura se lo ritiene necessario può prescrivere procedure di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici.

Dopo la messa a punto del  sistema  sinergicamente è avvenuta la traduzione, da parte della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Latina,  del detenuto presso la propria abitazione, dove, contemporaneamente, sono arrivati i tecnici e gli uomini del Commissariato di P.S. di Terracina.

Il braccialetto elettronico viene indossato alla caviglia mentre  una unità di sorveglianza locale simile ad una radio-sveglia viene istallata presso l’abitazione del soggetto sottoposto al controllo per ricevere i segnali inviati dal braccialetto.

Il detenuto deve rimanere in un determinato raggio di azione preimpostato  durante il sopralluogo dai tecnici della Telecom  perché in caso contrario scatta l’allarme alla Centrale Operativa. Il dispositivo è a prova di manomissioni o danneggiamenti. Infatti, i funzionari incaricati hanno assicurato che  qualsiasi anomalia del sistema viene immediatamente segnalata alla Sala Operativa della Questura.

Quello istallato oggi è il 46° braccialetto “attivo” in Italia ed il 100° da quando è entrata in vigore la legge n. 341/01.

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