CORI, LEGALITA’ E SCRITTURA NELL’APPUNTAMENTO FINALE DEL FESTIVAL

CORI, LEGALITA’ E SCRITTURA NELL’APPUNTAMENTO FINALE DEL FESTIVAL

i cittadini contro le mafieUltimo appuntamento con «Le forme della scrittura. Festival di letteratura, teatro e musica» organizzato a Cori dallo staff dell’Assessorato alla Cultura, con la collaborazione della Provincia di Latina e della Regione Lazio, per sensibilizzare al tema della legalità attraverso le diverse espressioni della scrittura. Protagonista della terza giornata sarà l’Associazione «I Cittadini contro le Mafie e la Corruzione», volontari – giornalisti, giuristi e cittadini – impegnati da anni sul fronte dell’informazione e dell’educazione, soprattutto giovanile, alla legalità e alla giustizia sociale, collaborando con istituzioni, gruppi e movimenti e proponendo soluzioni per rendere più incisiva la lotta alle mafie e alla corruzione e favorire maggiori livelli di giustizia e di partecipazione alla gestione della Cosa Pubblica.

Domani pomeriggio, domenica 15 settembre, alle ore 17.30, presso la Sala Conferenze del Museo della Città e del Territorio la proiezione in anteprima assoluta del documentario «Il Giorno Prima», prodotto e realizzato da Antonio Turri e Maria Sole Galeazzi dell’Associazione «I Cittadini contro le Mafie e la Corruzione». Il cortometraggio narra la storia di un imprenditore agricolo siciliano, Rosario Puglia, che nel paesino di Linguaglossa, alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania, tenta di salvare la sua tenuta agricola, dove si produce un ottimo vino, dall’assalto di “cosa nostra”. Saro si è rivolto all’Associazione per resistere e non sentirsi solo contro lo strapotere della Mafia e contro l’indifferenza dello Stato e di molti suoi concittadini.

A seguire l’incontro – dibattito «L’antimafia del giorno prima. Perché stare vicino alle vittime» con Antonio Turri, Presidente dell’Associazione, e la presenza di due testimoni di giustizia. L’antimafia si sviluppa in Italia anche per ricordare le vittime innocenti delle mafie. Coloro i quali sono stati uccisi per aver contratto gli interessi dei clan hanno diritto ad essere ricordati. Ma questo, seppur doveroso, non basta perché tutte le vittime delle mafie prima di essere state colpite sono state lasciate sole da quei pezzi di Stato che non hanno saputo proteggerle ed anche dalla società civile. L’antimafia sociale spetta ai Cittadini e affinchè il sacrificio di chi ha lottato contro le mafie non sia stato vano deve saper stare vicino alle persone che si espongono contro la violenza delle mafie “prima” che vengano colpite.

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