IN BOSNIA UN MONUMENTO AGLI EMIGRANTI DI APRILIA

L'inaugurazione del monumento a Mahovliani con il Presidente del Circolo Trentini pontini Paolo Perotto

L’inaugurazione del monumento a Mahovliani con il Presidente del Circolo Trentini pontini Paolo Perotto

A Mahovljani, in Bosnia Erzegovina, a pochi chilometri da Banja Luka, è stato inaugurato il monumento dedicato ai trentini che nel 1883 emigrarono in quella zona che allora, come il Trentino, faceva parte dell’Impero Austroungarico. Nel 1940 molte di quelle famiglie sono rientrate in Italia, con destinazione Aprilia, Pomezia ed Ardea, a seguito di un accordo fra i governi della Jugoslavia e italiano. Ed è stato proprio il Circolo trentino pontino a lanciare e realizzare il progetto di erigere un monumento che a 130 anni da quell’emigrazione, ricordi quell’evento e i suoi protagonisti.

Quello del monumento era un progetto accarezzato da tempo dalla comunità trentina del Pontino ed è finalmente diventato realtà, grazie soprattutto alla tenacia del presidente del Circolo, Paolo Perotto, che ha seguito le fasi di progettazione e di realizzazione del monumento, ha preso contatti con le autorità civili e religiose in Bosnia, ha promosso una raccolta di fondi fra i soci del Circolo. “Anche se la Bosnia è stata per noi una terra di passaggio – ha affermato Perotto durante l’inaugurazione del monumento – noi vogliamo bene a questa terra, la sentiamo nostra, perché a sua guardia ci sono i nostri cari sepolti nel cimitero accanto alla chiesa. E questo monumento rappresenta per noi un pilastro della nostra memoria, attorno al quale intendiamo ritrovarci spesso anche con i nostri figli e nipoti per ricordare, celebrare e festeggiare la nostra storia”.

Particolare del monumento con l'omaggio agli emigranti di Aprilia, Pomezia e Ardea

Particolare del monumento con l’omaggio agli emigranti di Aprilia, Pomezia e Ardea

Il monumento è formato da tre grandi lastre di marmo, poste una accanto all’altra, che simboleggiano le montagne del Trentino. Sulla più grande sono stati incisi i nomi di tutti i capifamiglia che formarono la colonia trentina di Mahovljani ed è stata inserita anche una riproduzione della mappa catastale, sulla quale erano riportati i confini degli appezzamenti di terra destinati alle varie famiglie protagoniste di quel flusso migratorio.

Il monumento è stato eretto nello spiazzo antistante la chiesa di san Francesco, costruita dai trentini a Mahovljani su una collina, dove si trova anche il cimitero.

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