ENOLOGO CARBONIZZATO A ITRI, IL CERCHIO SI STRINGE SU TRE SOSPETTI. IL MEDICO LEGALE RINVIA L'AUTOPSIA

ENOLOGO CARBONIZZATO A ITRI, IL CERCHIO SI STRINGE SU TRE SOSPETTI. IL MEDICO LEGALE RINVIA L'AUTOPSIA
Ulrico Cappia

Ulrico Cappia

Il perito incaricato dalla Procura di Latina aveva programmato di portare a compimento nel pomeriggio di oggi, venerdì, l’esame autoptico sul corpo di Ulrico Cappia, il 57enne enologo romano, il cui corpo è stato trovato carbonizzato all’interno della sua Fiat 500 mercoledì sera a Itri. E il lavoro del medico legale,  Gianluca Marella, è iniziato come da programma all’ora stabilita, le 16 e 30. Già poco dopo le 17,  però, l’esame è stato sospeso.

Marella si è trovato di fronte ad un corpo in pessime condizioni. L’esperto ha constatato di poter svolgere gli accertamenti solo su pochi resti del 57enne romano. Oltre alla scatola cranica, la colonna vertebrale e la scatola toracica – quest’ultima tra l’altro presentava diverse fratture -, non c’era altro su cui svolgere la perizia.

Un lavoro assai complesso anche per un tecnico. E’ stato per questo motivo che il medico legale ha deciso, prima di procedere, di dare luogo ad una ulteriore indagine: una radiografia. Un esame utile a stabilire se tra i resti dell’enologo risutassero altre pallottole oltre quelle che lo hanno attinto alla testa. Solo in seguito proseguirà con l’autopsia. E il proseguo è previsto per la giornata di domani sabato.

Intanto però vanno avanti senza sosta le indagini dei carabinieri della scientifica. E già immediatamente dopo il rinvenimento del cadavere i militari hanno proceduto ad effettuare lo “stub” – tecnica per la rilevazione dei residui di polvere da sparo – su tre persone. Sembra quindi che i militari abbiano, sin dall’inizio, intrapreso una pista specifica.

Una strada seguita con costanza per mettere al più presto la parola fine ad una vicenda assurda per una cittadina come Itri che ha accolto con grande spirito di ospitalità l’esperto enologo residente in via delle Isole Pelagie nella residenzialissima zona Prati di Roma e che non riesce a farsi una ragione della sorte riservata allo simato esperto di vino che mai, a dispetto di capacità e professionalità, ha ostentato la sua conoscenza.

 

UNA SENSITIVA DI TORINO SI OFFRE DI AIUTARE GLI INVESTIGATORI A SCIOGLIERE IL GIALLO

 

*L'auto carbonizzata*

*L’auto carbonizzata*

Non vuole pubblicità perché, anzi, preferirebbe restare anonima. Per agevolare il nostro lavoro ha voluto addirittura inviarci una lettera in forma di articolo che noi abbiamo apprezzato e, esclusivamente per non esimerci dallo svolgere il nostro lavoro, abbiamo rielaborato. La mittente della lettera scrive solo per far sapere che “se gli inquirenti volessero avvalersi delle mie conclusioni, non esiterei un solo istante a fornire la mia prestazione professionale. Che, in passato, ha funzionato in tutti quegli episodi di cronaca nera da me ‘sentiti’”.

E’ una signora di Torino, una sensitiva, la quale ha letto della vicenda di Ulrico Cappia e vorrebbe collaborare con gli inquirenti per dare un nome all’assassino.

La drammatica storia dell’enologo romano raggiunto alla testa da colpi di arma da fuoco e poi dato alle fiamme si è diramata velocemente in tutt’Italia e nel nord ha destato particolare clamore, visto che Cappia nel Veneto e in Friuli ha lavorato e vissuto.

Quelle realtà hanno segnato grande parte della formazione professionale del 57enne. E anche a Torino, come negli altri centri del nord Italia, la morte cruenta di Ulrico Cappia ha fatto eco. Tanto da indurre la sensitiva a mettere a disposizione degli investigatori le sue qualità mediatiche.

La signora scrive sottolineando come a Torino è “accreditata da collaborazioni con inquirenti sia a livello di indagini, sia a livello di interpretazioni di situazioni apparentemente inestricabili, ha colto elementi ‘sentiti’, in virtù delle sue innate capacità percettive”.

La sensitiva ha fatto sapere anche che oltre ad essere autrice di numerose pubblicazioni nel campo mediatico è stata anche presente a diverse puntate della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”.

Già allo stato attuale delle indagini ritiene di avere elementi importanti per la soluzione al giallo che si è consumato nella serata di mercoledì scorso in zona Porcignano ad Itri. Pensa di poter fornire dati decisivi a ricostruire i fatti che si sono consumati quella maledetta sera sulla strada che collega Itri a Sperloga, meglio nota come Panoramica perché fino a mercoledì notte era solo una via dalla quale apprezzare il panorama sia sul mare sia sulle campagne circostanti.

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