SANTI COSMA, IL COMUNE SANA PARTE DEI SUOI DEBITI. MA LA LISTA E' ANCORA LUNGA

SANTI COSMA, IL COMUNE SANA PARTE DEI SUOI DEBITI. MA LA LISTA E' ANCORA LUNGA
*Il Comune di Santi Cosma e Damiano*

*Il Comune di Santi Cosma e Damiano*

In arrivo una piccola boccata d’ossigeno per i creditori del Comune di Santi Cosma e Damiano. Nella giornata di oggi il dirigente del settore servizio finanziario ha proceduto ad erogare le somme vantate da terzi e inserite in un elenco aggiornato al 31 dicembre 2012.

Si tratta di una cifra piuttosto considerevole, 297.445,68 euro, ottenuta grazie a un accordo raggiunto con la Cassa Depositi e Prestiti. Ad essere sanate sono soprattutto le fatture emesse nell’ultimo semestre del 2009 dalla società di vendita energia elettrica e gas, “Eon Energia”, per un totale di 41 mila euro circa, il servizio Enel, per 71 mila euro, più alcune società che in questi ultimi anni avevano effettuato opere pubbliche e che aspettavano di essere liquidate.

In realtà il Comune di Santi Cosma e Damiano vanterebbe una situazione debitoria ben più critica. È stato calcolato che servirebbero oltre un milione di euro. Precisamente 1.286.000 euro. È questa l’esorbitante cifra che la scorsa primavera l’amministrazione Di Siena, tramite apposita delibera di Giunta (la numero 68), ha richiesto alla Cassa Depositi e Prestiti per sanare le proprie situazioni debitorie verso terzi.

Tuttavia, dopo un’intensa corrispondenza, su specifica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Comune aurunco ha proceduto alla rideterminazione dell’importo richiesto per l’anticipazione della liquidità, ottenendo però soltanto 594.891,36 euro necessari al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili di parte corrente e di parte maturati a tutto il 31 dicembre 2012. La prima trance relativa al solo 2013 è stata erogata lo scorso 24 giugno. Per l’altra metà bisognerà aspettare il 2014.

Va comunque detto che molti dei debiti vantati dal Comune, in buona parte dei casi, dipendono dai mancati trasferimenti della Regione Lazio nelle casse comunali. Contributi o meno, però, le fatture vanno pagate. Non senza qualche sacrificio da parte dei cittadini. Specie davanti a situazioni finanziarie così precarie.

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