***video***150 IN STRADA PER PROTESTARE CONTRO I LICENZIAMENTI DELLA "CEDIS IZZI"

La protesta dei lavoratori
La protesta dei lavoratori

AGGIORNAMENTO – E’ una manifestazione pacifica. Ma comunque una forma di protesta dei lavoratori del gruppo “Cedis Izzi” che da maggio ha avviato la procedura di mobilità per 26 dipendenti.


Sono circa 150 le persone, tra operai e familiari, che dalle prime ore di stamattina – 8 agosto – si sono raccolti sulla via Appia nel tratto compreso tra Fondi e Monte San Biagio. Un assembramento di persone risentite per il licenziamento di 11 dei 26 lavoratori messi in mobilità.

“D’altro canto – assicurano i sindacalisti della Uil Tucs che stanno sostenendo la protesta – è probabile che anche gli altri 15 presto vengano licenziati. E’ questione di tempo”.

Ma sono anche altri i problemi che hanno indotto i dipendenti del gruppo “Cedis Izzi” a manifestare questa mattina. Tra gli altri, infatti, il mancato percepimento degli stipendi sin da gennaio da parte di 25 operai che lavorano presso la piattaforma di distribuzione situata tra Sabaudia e Latina. Si tratta di lavoratori della provincia pontina, alcuni dei quali provenienti anche dalla zona del cassinate.

I sindacati chiedono al più presto un incontro per “un confronto che sia utile almeno a riconoscere ai lavoratori gli ammortizzatori sociali”.

Per quanto assolutamente pacifica la manifestazione ha necessitato dell’intervento delle forze dell’ordine. In particolare sono stati i vigili urbani ad intervenire per garantire l’incolumità dei presenti e consentire il transito alle auto in quel tratto di strada.

 

AGGIORNAMENTO – LA RISPOSTA DI MARIO IZZI

Ha preferito dire la sua in una chiacchiera informale nel suo ufficio anziché dinnanzi alle telecamere Mario Izzi, titolare dell’’omonima società, aspramente contestato per la decisione di voler procedere al licenziamento di 26 unità.

«Dopo 64 anni di duro lavoro e vedendo la mia attività in grave difficoltà a causa della crisi economica che sta mettendo in ginocchio centinaia di imprese italiane sono stato costretto a ridimensionare la Cedis Izzi. Abbiamo tentato il tutto e per tutto per rimodellare l’’azienda salvando più dipendenti possibili ma interi settori, come quello dell’’ufficio acquisti, sono risultati inutili nel nuovo assetto aziendale. Ci duole assistere a una simile protesta; i tanto decantati ammortizzatori sociali, in seguito a un incontro in regione a cui ho preso parte in prima persona, sono risultati inapplicabili.

Credo che i sindacati stiano strumentalizzando una protesta per il proprio tornaconto cavalcando i disagi di chi rimarrà senza stipendio. A dimostrarlo il fatto che sia stata associata questa vicenda a quella dei 25 dipendenti della Pulynet, cooperativa di Sabaudia gestita, in seguito ad un appalto, da terzi e che nulla ha più a che vedere con noi. Mi domando allora perché non vadano a protestare nelle sedi opportune anziché nei nostri stabilimenti creando equivoci che vanno a ledere l’immagini del gruppo Izzi».