DEMOLIZIONE PESCHERECCI, LETTERA AL MINISTRO PER LE POLITICHE AGRICOLE

DEMOLIZIONE PESCHERECCI, LETTERA AL MINISTRO PER LE POLITICHE AGRICOLE

pescherecci-attraccati-alla-banchinaNuova crociata per i pescatori del Golfo di Gaeta. Questa volta, grazie alla consulenza tecnica di Erminio Di Nora, hanno scritto al ministro per le politiche agricole Nunzia de Girolamo, al commissario europeo per la pesca Maria Damanaki e per conoscenza anche al comandante della Capitaneria di porto di Gaeta Cosimo Nicastro.

L’oggetto della missiva riguarda la liquidazione dei necessari finanziamenti statali o europei per la sostituzione o l’ammodernamento di imbarcazioni ormai troppo vecchie per la pesca e per questo messe al bando dalle nuove normative europee nella prospettiva della salvaguardia e la tutela degli ecosistemi e delle specie viventi. Le stesse che prevedono, appunto, finanziamenti per facilitarne la sostituzione o l’ammodernamento. Una nota che è anche una sollecitazione, al ministro De Girolamo, a rivedere la scelta di annullare le vecchie graduatorie di presentazione delle domande per la demolizione dei pescherecci.

*Erminio Di Nora*

*Erminio Di Nora*

“Il ripristino del precedente elenco – si legge – potrebbe, a nostro avviso, impedire che pescherecci di più recente costruzione, trasferiti nel Compartimento Marittimo di Gaeta, acquistino la priorità, a danno di coloro che ne avrebbero maggiore diritto, sia in relazione all’età, sia in ordine al precedente elenco.

La norma precisa che è previsto un aiuto finanziario per i pescatori e i proprietari di peschereccio interessati dalle misure adottate per contrastare l’eccessivo sfruttamento delle risorse o tutelare la salute pubblica, nonché per il ritiro temporaneo o permanente di imbarcazioni da pesca. A parte quelle destinate alla demolizione, le imbarcazioni oggetto di ritiro permanente possono essere assegnate ad attività diverse dalla pesca o alla creazione di barriere artificiali.

La politica comunitaria per la pesca, diminuendo l’effettiva presenza di sfruttatori delle risorse marine, lascia troppo spazio ad una industria più moderna e distruttiva. E’ questo il comune sentire delle associazioni ambientaliste attive a livello nazionale ed internazionale.

Ci sono pescherecci di cento metri in grado di distruggere interi ecosistemi – precisa l’ultima campagna di Greenpeace – ed è ora di bandirli e ridurre le catture in aree chiave per la riproduzione. Il provvedimento di liquidazione del premio andrà a ridurre ulteriormente la flotta da pesca, ma ci sono molte imprese e tante famiglie che aspettano la pubblicazione di questo bando per far fronte ad una situazione di grave difficoltà. Si tratta, infatti, di un atto in grado di intervenire anche sul riassetto gestionale del servizio che punta alla razionalizzazione dello sforzo di pesca e delle risorse ittiche.

Per ristrutturare uno di questi pescherecci, occorrono decine di migliaia di euro, e sicuramente le prospettive legate alla nuova politica comune della pesca, e al regolamento Comunitario, non permettono di fare programmi di investimento a medio e a lungo termine”.

Ma non c’e solo questa urgenza al centro della comunicazione al ministro, infatti l’occasione è buona per rilanciare su una questione che già nei mesi scorsi era stata affrontata anche con particolare forza anche all’interno di un documento molto discusso proprio nelle stanze ministeriali e del parlamento europeo.

Si tratta della questione relativa alle vittime del mare, per la quale i pescatori del Golfo hanno precisato: “Le chiediamo infine di valutare la posizione che concerne le vittime del mare, oggetto di diverse pregresse interrogazioni parlamentari volte ad alleviare situazioni di grave disagio, e cioè di quei pescatori che hanno perso la vita durante l’attività di pesca, o che sono venuti a mancare per una grave malattia e che, purtroppo, non godono di alcuna priorità nella liquidazione del premio per la demolizione”.

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