TERRACINA, ARRESTATO IN SPIAGGIA UN COMPONENTE DEL CLAN POLVERINO

TERRACINA, ARRESTATO IN SPIAGGIA UN COMPONENTE DEL CLAN POLVERINO

carabinieri spiaggiaAGGIORNAMENTO – Aveva scelto una villetta all’interno di un residence sulla Provinciale per San Felice Circeo, sicuro che lì, tra la fitta vegetazione, i tanti villeggianti e l’anonimato, nessuno lo avrebbe disturbato.

E invece si sbagliava Gaetano Tufo, 41enne di Marano, ritenuto un elemento di spicco del clan Polverino, attivo tra Marano e Quarto.

Ieri, infatti, sono venuti a prenderlo i carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Napoli con in mano l’ordinanza di arresto emessa dal tribunale di Napoli alla fine dello scorso maggio per i reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, finalizzato allo spaccio internazionale di sostanze stupefacenti.

Era da quel giorno che Gaetano Tufo si era reso irreperibile, latitante insomma, fino a ieri quando la sua ‘vacanza’ a Terracina si è conclusa prima del previsto e nel peggiore dei modi.

I militari lo stavano cercando notte e giorno, e alla fine lo hanno localizzato in quel di Terracina, al mare, sotto il sole, con la sua famiglia. Un vacanziere come tanti. All’apparenza, pero.

L’arrestato è stato trasferito nel carcere di Secondigliano a Napoli.

A giugno c’era stata un’operazione simile per un altro latitante campano, anche lui ritenuto affiliato di un potente clan, anche lui in un residence nel territorio di Terracina, città turistica, città di ‘buen ritiro’.

***ARTICOLO CORRELATO*** (VIDEO – Latitante da aprile, affiliato dei Moccia arrestato a Terracina-18 giugno)

AGGIORNAMENTO – “TERRACINA AREA DI RELAX PER CAMORRISTI E MAFIOSI IN TRASFERTA, E NON SOLO”, LA NOTA DELL’ASSOCIAZIONE ‘I CITTADINI CONTRO LE MAFIE E LA CORRUZIONE.

“Questa volta al camorrista-turista Gaetano Tufo è andata parzialmente bene:  è stato solo arrestato dai carabinieri di Napoli. Non è stato assassinato da un commando mafioso, come avvenne il 23 Agosto dello scorso anno per Gaetano Marino, il boss di Scampia trucidato sul lungomare di Terracina.

Anche Marino, meglio conosciuto come “moncherino”, trascorreva una lussuosa vacanza con famiglia e servitu’ al seguito.Cosi si legge in una nota stampa del presidente de I cittadini contro le mafie e la corruzione, Antonio Turri che aggiunge”.

Sono anni che camorristi e mafiosi di elevato spessore criminale scelgono l’area tra Terracina ed il Circeo per trascorrere latitanze e soggiorni estivi senza che vengano predisposti i necessari controlli e le necessarie strategie di prevenzione dalla contaminazione di un’area che è considerata strategica dai Boss ma non, a quanto sembra, dai vertici del Ministero dell’Interno.

Gaetano Tufo, elemento non di secondo piano del clan Polverino, dominante in una vasta area a nord di Napoli, è stato catturato dai Carabinieri di quella città,all’interno di uno stabilimento balneare di Terracina. Da mesi sosteniamo, continua Turri, che i cittadini di Terracina e del Circeo convivono con “il camorrista e con il Killer della porta accanto”, che vedono i loro centri storici interessati da imponenti acquisti di immobili ed attività commerciali operati da questi signori. La cosa che più stupisce è che per prenderne ogni tanto qualcuno “vivo” bisogna aspettare i tutori dell’ordine in trasferta da altre regioni.

I Cittadini contro le mafie, continua Turri, segnalano da mesi come queste presenze criminali non passano inosservate e che non tutti questi personaggi  vengono solo per svolgere riposanti attività turistiche. Molti dei camorristi catturati o uccisi sui lidi cari ad Ulisse hanno solide  basi di appoggio costituite da corregionali che da anni sono residenti ed investono in queste aree del Lazio. A tutto questo si contrappone  una politica, o una parte di essa, spesso impegnata a contrastare le mafie con vuote parole e slogan. Nei mesi scorsi un investimento di centinaia di migliaia di euro operato da una famiglia di camorra fu segnalato alla Procura da esponenti della nostra Associazione.

Siamo fiduciosi,continua Turri, che le mafie di importazione e stanziali di questi territori non verranno più sottovalutate perché, come dimostrano i fatti,sempre testardi, il passaggio dai soggiorni turistici alle sparatorie dei killer di mafia nelle vie del centro delle città è cosa spesso probabile in particolare negli ultimi tempi a Terracina, Nettuno e resto del litorale laziale.”

 

 

 

 

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