I VOLONTARI DI "IO CON TE" DI TERRACINA PORTANO IN SCENA "IL CAMBIAMENTO"

Locandina dell'evento

Locandina dell’evento

Il gruppo di volontariato Io con Te della Parrocchia di San Domenico Savio di Terracina è ormai pronto per il debutto ne “Il brutto anatroccolo”, spettacolo previsto per il prossimo 7 agosto alle ore 21, presso il piazzale retrostante la chiesa parrocchiale.

Il gruppo, coordinato dalla psicologa Maria Valente, che ne è responsabile insieme a Don Massimo Castagna,  si è costituito su base volontaria nel 2007 ed ha come obiettivo la realizzazione di attività rivolte a persone disabili dai quattro anni in su e alle loro famiglie, alle quali tutti possono partecipare, senza distinzione alcuna. Tali attività si sono subito aperte anche alle persone normodotate.

Questa filosofia di gestione del gruppo ha reso possibile l’instaurarsi di una perfetta integrazione ed armonia tra normodotati e portatori di handicap ed ha fatto si che la spiritualità cristiana, che ne resta il fondamento, diventi un elemento di inclusione ed aggregazione delle diverse componenti e mai di esclusione.

Le attività offerte paradossalmente toccano ambiti spesso preclusi alla disabilità. Attraverso metodologie adeguate ed un attento e guidato lavoro su se stessi, i bambini e gli adolescenti seguono laboratori di ballo, di teatro e gioco libero, riuscendo a raggiungere obiettivi quasi inimmaginabili al momento d’ingresso. Non manca l’attenzione verso la socializzazione e la perfetta integrazione tra tutti i componenti del gruppo attraverso attività ludiche e di potenziamento delle abilità.

Fondamentale è il supporto alle famiglie dei soggetti in difficoltà, che si concretizza in costanti momenti d’incontro e condivisione in modo che nessuno si possa sentire mai solo.

Un ruolo chiave è ricoperto dai numerosi volontari, prevalentemente ragazzi dai 16 ai 25 anni, ai quali la coordinatrice, insieme alla guida spirituale di Don Massimo, garantiscono una formazione che diventa presto occasione per riflettere sul significato del servizio svolto ed un’intima condivisione delle esperienze.

Lungo ed intenso è stato il cammino di crescita del gruppo, che ha mosso le prime orme dal lavoro sull’esorcizzazione delle paure dei bambini, che, stimolati secondo un approccio psicospirituale, hanno fornito gli spunti per la realizzazione nel 2007 e 2008 dello spettacolo “Biancaneve e gli otto nani”.

La dottoressa Valente si è fatta poi promotrice di un lavoro incentrato sulla positività, sulla realizzazione dei propri desideri e sull’importanza degli ideali, principi confluiti all’interno della drammatizzazione della favola di Cenerentola, andata in scena lo scorso 2009.

I tempi erano ormai maturi per una riflessione più profonda che arrivasse a toccare il tema dell’autostima e del cambiamento. Così la scelta della coordinatrice è ricaduta sulla favola “Il Brutto anatroccolo” di Hans Christian Andersen, perché  forniva la giusta cornice, plasmata e personalizzata secondo il lavoro che i bambini e le famiglie hanno svolto su questa storia. Nei vari incontri è stato infatti affrontato il tema della nascita, della diversità e del saper parlare di se stessi, ma anche del saper andare oltre il dolore per trovare il significato vero della vita.

Questi argomenti sono contenuti nella rappresentazione, che si arricchisce del concetto autostima e piena  fiducia in se stessi.

Forte di queste nuove conquiste, il brutto anatroccolo comprende che aveva visto sempre la sua identità con gli occhi degli altri,  vedendosi anatroccolo quando invece era nato cigno. Acquisita questa piena coscienza di sé, comincia ad affrontare la vita con un approccio nuovo.

La rappresentazione si svolge anche in chiave ironica e divertente, quasi a testimoniare come il pensiero positivo non venga mai meno, anche quando si affrontano tematiche forti e dolorose. La favola inoltre si arricchisce del recupero delle tradizioni mediante l’utilizzo del dialetto e del confronto generazionale. La figura delle “vecchie anatre” in scena simboleggia il cambiamento nel modo di intendere le scelte di vita rispetto al passato.

E’ bene sottolineare come lo spettacolo sia un esperimento teatrale unico nel suo genere, ammonta infatti a 98 il numero degli interpreti. Questo testimonia la crescita dimensionale del gruppo “Io con Te” che, da appena 9 unità nel 2007, è arrivato ad accogliere e ad abbracciare le necessità di circa un centinaio di utenti di provenienza territoriale diversa, continuando sempre a tenere fermo il principio di gratuità del servizio offerto che in questo modo è interamente autofinanziato.

Molti fermandosi quotidianamente ad osservare le apparenze, non hanno tempo o voglia di vedere l’unicità di una sostanza che non finisce mai di stupirci: la vita in ogni sua espressione, perché la vita è un bene assoluto. Ciò che facciamo nasce dall’amore e ritorna nell’amore e per questo è la gratuità dell’amore che ci caratterizza”. Questo è il significato che la dottoressa Valente attribuisce alla sua esperienza di volontariato.  “ Il senso profondo che vorrei emergesse dallo spettacolo” ha avuto modo di esternarmi lei stessa “è che la costruzione di una nuova umanità è possibile, lo stare insieme, la perfetta armonia tra soggetti normodotati e portatori di handicap è possibile. Per un giorno i ragazzi disabili socializzeranno le loro scoperte e conquiste. Per un giorno saranno loro i protagonisti. Tutto questo è stato possibile grazie alla fiducia incondizionata che Don Massimo ha avuto nel mio progetto ed a lui va un profondo e sentito grazie”.

 

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