FONDI, ESPLOSIONE A SAN MAGNO. NON SI E’ TRATTATO DI UN ORDIGNO

FONDI, ESPLOSIONE A SAN MAGNO. NON SI E’ TRATTATO DI UN ORDIGNO

vigili del fuoco slideAGGIORNAMENTO – Cronaca di una giornata in cui l’immaginario collettivo è salito sull’Ippogrifo dei voli pindarici più fantasiosi. Eh, sì. La rivediamo proprio in questa ottica la vicenda che, a dire il vero, era stata inizialmente interpretata da chi redige queste parole in libertà come un fatto seriamente preoccupante dell’ordine di pubblico nella zona, alla luce anche di chi, appena qualche anno addietro, aveva a più riprese conclamato la terra pontina, anzi la Piana, come la sede della Cupola di qualsiavoglia associazione malavitosa di grande portata.

Ecco perché lo scoppio, alle ore 02,54 di martedi 30 luglio, in via Rene, nella frazione di San Magno, a Fondi, aveva rinverdito sopite preoccupazioni relative a mai domi piani malavitosi degni della lente di attenzione delle DIA di tutta Italia. Senza difficoltà ad ammetterlo, anche chi scrive aveva creduto in una nuova escalation del fuoco doloso che aveva attaccato decine di automobili anni addietro e il concorso sinergico di Vigili del Fuoco (squadra 3 A di Terracina) dei Carabinieri della stazione di Fondi, degli agenti del Commissariato di PS del posto aveva disegnato nella mente scenari che ricordano lontanamente quelli che oltre quaranta anni fa avevano autorizzato il fondatore di un quotidiano non ancora nato nel 1970 o giù di lì a dare l’allarme perché un certo generale Di Lorenzo stava mettendo in atto il colpo di stato. Per meglio dettagliare nel tempo l’evento, le ansie scoppiarono al momento del gran solleone di luglio-agosto quando i raggi della stella che i Greci nomavano ήλιος giocano brutti scherzi alla lucidità cerebrale. Ebbene, ritornando alle coordinate storico-geografiche e cronachistiche fondane, la verità, alla fine è venuta fuori.

Il gran boato notturno, per molti versi simile alla bomba Maradona tanto inflazionata a Capodanno nella Napoli “poco milionaria” salvo che per l’acquisto dei botti, scambiato per l’effetto esplodente di un ordigno bellico costruito rudimentalmente, dopo un lungo sopralluogo e accurate indagini si è dimostrato essere un fuoco di artificio fatto brillare nel bel mezzo della carreggiata della via periferica di Fondi.

A confermarlo c’è il ritrovamento, da parte dei Carabinieri del luogotenente Emilio Mauriello, di un secondo pacco “intonso”, identico per forma e dimensioni, sul quale c’è espressamente scritto “fuochi di artificio”. Fin qui gli elementi empiricamente acquisiti. Se poi le indagini degli inquirenti dovessero dimostrare che si è trattato di un segnale “goliardicamente” fatto pervenire a “qualcuno”, ne daremo contezza ai nostri lettori non appena ne avessimo anche noi obiettiva cognizione di causa.

 

***ARTICOLO CORRELATO*** (Fondi, bomba artigianale esplode nella notte a San Magno – 30 luglio -)

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