TERZO PROCEDIMENTO IN VIA DI AUTOTUTELA SULL'ASILO ''LA VECCHIA QUERCIA'' DI FORMIA. LA LESASCA CHIEDE L'ARCHIVIAZIONE

TERZO PROCEDIMENTO IN VIA DI AUTOTUTELA SULL'ASILO ''LA VECCHIA QUERCIA'' DI FORMIA. LA LESASCA CHIEDE L'ARCHIVIAZIONE
*L'asilo ''La Vecchia Quercia''*

*L’asilo ”La Vecchia Quercia”*

Nuovo capitolo per la vicenda dell’affidamento dell’asilo comunale “La Vecchia Quercia” di Formia. E non poteva essere altrimenti soprattutto alla luce del terzo procedimento in via di autotutela aperto dal sesto settore del Comune di Formia lo scorso 17 luglio al fine di “accertare se la Cooperativa Sociale Anima, consorziata al Consorzio Intesa (a sua volta consorziata con la Le.Sa.Sca) ha gestito dal 2007 al 2010 l’asilo nido comunale del Comune di Monte San Giovanni Campano o invece gestito un asilo nido privato ancorchè convenzionato con il citato Comune”.

Accertamento rilevante considerato che un’indagine dei Carabinieri è ancora in piedi e che i punti di graduatoria ottenuti dalla Coop, in virtù di quella gestione, sono risultati determinanti nell’ottenumento dell’appalto ma su cui allo stesso tempo il Comune di Formia non può questionare.

*L'avvocato Christian Lombardi*

*L’avvocato Christian Lombardi*

A spiegarlo è l’avvocato Christian Lombardi, legale difensore della Coop Lesasca, il quale, prima di avanzare le sue controdeduzioni tese alla richiesta di “immediata archiviazione della procedura di autotutela”, precisa come già altri due procedimenti siano stati archiviati poichè ritenuti “infondati e/o destituiti di giuridico fondamento”.

Relativamente poi a questa terza procedura, sostiene il legale che “detta verifica collide con quanto già in precedenza accertato e certificato in maniera ufficiale dal Responsabile del Servizio del Comune di Monte San Giovanni Campano a riscontro di istanza della Commissione di Gara”. Inoltre che “la contestazione mossa a detta certificazione dalla Giardini d’Infanzia è già stata valutata ed esitata dal Tal Lazio, laddove viene evidenziato “nè è verosimile che la dichiarazione del Comune di Città di Monte San Giovanni Campano che attesta il servizio svolto dalla consorziata Anima sia stato falsificato”.

Di più, “che detta sentenza, impugnata dalla Giardini d’Infanzia innanzi al Consiglio di Stato, anche con riferimento esplicito alla presunta e assunta mancata istruttoria che si sarebbe dovuta svolgere sul punto da parte del giudice di 1° grado, è stata confermata dal Consiglio di Stato, sezione V, con ordinanza dell’8 maggio 2013 in cui si è ritenuto che la società appellante “non fornisse elementi che possano reputarsi, almeno prima facie, sufficienti a confutare motivazioni e conclusioni del Giudice di primo grado, anche alla luce delle puntuali obiezioni svolte dalla contro interessata”.

*L'ingresso dell'asilo*

*L’ingresso dell’asilo*

Per il legale dunque, “i documenti sono stai già valutati, e ritenuti indenni dalle censure mosse dalla Giardini d’Infanzia, dall’unico soggetto che può contestarne il contenuto ovvero il Giudice Amministrativo”.

E da questo “il procedimento di autotutela a procedura espletata, verifiche effettuate e contratto sottoscritto, si connota per una patente e ingiustificata irrituale/illegittima. Quanto oggetto della procedura riguarda fattispecie da ascriversi nell’alveo del pronunciamento e delle valutazioni effettuate, e da effettuarsi, dal giudice amministrativo”, per cui, chiede l’avvocato Lombardi “l’immediata archiviazione della procedura di autotutela” anche perchè, sottolinea rivolgendosi all’amministrazione “è fatto obbligo di attenersi in maniera pedissequa agli arresti e alle valutazioni del Giudice Amministrativo, e di astenersi dall’eluderli in alcun modo”.

File PDF richiesta archiviazione

 

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  1. Christian Lombardi  28/07/2013 at 10:47

    Evidenzio, ad integrazione dell’articolo, che i documenti sulla base del quale il Dirigente del VI Settore del Comune di Formia avrebbe ritenuto di poter aprire una nuova procedura di autotutela in danno del Consorzio Intesa sono stati dallo stesso Consorzio prodotti innanzi il Consiglio di Stato. Ciò prova in primis che detti documenti sono stati considerati da chi, per legge, è deputato alla verifica, ed inoltre che il Consorzio non ha nulla da nascondere. Da ultimo si evidenzia che, ad oggi, non sembra che alle querele formulate dalla Giardini d’Infanzia (la prima il giorno antecedente l’udienza al Tar Lazio, Latina), ad un anno di distanza, sia stato dato seguito. Attendiamo di avere contezza della loro fondatezza!

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