ITRI, FURTO CON SCASSO MENTRE PASSA LA PROCESSIONE

ITRI, FURTO CON SCASSO MENTRE PASSA LA PROCESSIONE

Torna dal lavoro, trova i ladri in casa e rischia di essere colpito con un cacciavite da uno di loro. E’ la storia tanto provocatoria di quello che è successo nella serata di venerdi a Itri, in via Santa Maria degli Angeli, centro storico orientale del paese. R.S., metalmeccanico turnista presso lo stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano, stava rientrando a casa, verso le 21,30, quando ha visto balzare fuori dai tetti, dalla finestra e dalla porta, quasi topi in fuga, cinque individui, qualcuno dei quali quasi sicuramente minorenne dall’impressione somatica trasmessa.

I cinque erano entrati nell’appartamento del dipendente Fiat dopo aver buttato giù la porta, approfittando del fatto che il nucleo familiare, composto, in tutto, da cinque persone, stava seguendo, una trentina di metri più in là, insieme a tanta altra gente, l’ascesa della processione  con cui si stava accompagnando l’argentea statua della Madonna della Civita, dalla chiesa dell’Annunziata, nelle parte bassa del paese, a quella di San Michele Arcangelo, nella zona più alta del centro storico, quale primo momento dei festeggiamenti patronali in programma dal 19 al 22 luglio.

L’uomo, che ha subito capito cosa stessero facendo i cinque, ha cercato di fermare quello che usciva dalla porta. Per tutta risposta, il ladro, vestito con abiti sporchi, dalla pelle untuosa, dalla carnagione appena olivastra e con i capelli corti, gli ha piantato davanti un grosso cacciavite, minacciando la vittima di ferirlo qualora si fosse opposto alla sua fuga.

Una volta dileguatisi verso la parte bassa del paese, all’operaio Fiat non è rimasto da fare altro che verificare l’ammontare del raid malavitoso e dei danni procurati agli infissi forzati. La sommaria stima non ha consentito, almeno fino ad ora, di quantificare la cifra portata via in danaro, dato che il quintetto aveva razziato gli oggetti in oro e qualche risparmio trovati in due camere da letto, compresi i duecento euro, frutto della ricompensa mensile della figlia che svolge un lavoro tanto precario per trattamento economico che per continuità.

Sul caso stanno indagando i Carabinieri del posto, plauditi dalla gente che, riconoscendo l’esiguità numerica dell’organico e il pur zelante servizio prestato dalla Benemerita, sta pian piano comprendendo che la temeraria spavalderia delle bande dei ladri di appartamento viene incoraggiata dalla benevolenza di una legislazione che impedisce ai giudici, una volta arrestati gli autori delle malefatte, di farli finire materialmente in galera.

L’episodio è servito anche per far passare il messaggio che invita la gente, specie in questi giorni di festa, ad essere più vigili e a interrogare quegli sconosciuti che si aggirano nel paese, invitandoli a spiegare da chi si stanno recando. Con i tagli della finanziaria e con le carceri piene, oggi occorre difendersi così.

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