AGRICOLTORI CONTRO ALLEVATORI, LO SCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI PONTINE SUL RINNOVO DEGLI ORGANISMI DELL'ARA LAZIO

AGRICOLTORI CONTRO ALLEVATORI, LO SCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI PONTINE SUL RINNOVO DEGLI ORGANISMI DELL'ARA LAZIO
Renato Campoli Cisterna Democratica

Renato Campoli, presidente della CIA LATINA

La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) e la Confagricoltura di Latina condannano e si dissociano, preannunciando iniziative in tutte le sedi, dal modo con cui il Commissario Pietro Santo Molinaro ha gestito il commissariamento dell’APA di Latina (Associazione Provinciale Allevatori ) e le elezioni per il  rinnovo degli organismi dell’ARA Lazio (Associazione Regionale Allevatori).

“Il Presidente della Coldiretti Calabra, Molinaro – scrivono in una nota congiunta il presidente della CIA Latina, Renato Campoli, ed il presidente Confagricoltura Latina, Adelino Lesti – non ha avuto mai l’accortezza né la sensibilità che pure ci saremo aspettati da un uomo d’organizzazione,  di invitare ad un confronto, sulla gravissima situazione dell’APA e dell’ARA , le altre organizzazioni di categoria né si è minimamente adoperato per assicurare che anche gli allevatori non iscritti alla Coldiretti potessero partecipare alla costituenda ARA Lazio e alla fase di  rinnovo degli organismi statutari.

Operando in tal maniera il Commissario Molinaro otterrà il risultato di far partecipare all’assemblea regionale ARA solo gli iscritti alla sua organizzazione. Contestualmente mortificherà e pregiudicherà le già ridottissime possibilità di rilanciare l’ARA e di farne il miglior strumento al servizio dell’intera zootecnia laziale.

La zootecnia pontina merita di essere rappresentata in maniera unitaria, senza inutili posizioni di bandiera, in quanto i problemi accomunano tutti e non solo una parte.

Grazie Commissario Molinaro – continuano Lesti e Campoli – la sua Organizzazione avrà ancora una volta il proprio giocattolino da gestire.

Dividendo non si aiutano gli allevatori pontini – si legge in conclusione nel comunicato – e non si aiutano ne’ l’APA ne’ l’ARA ad uscire dalla grave crisi che le interessa, coi dipendenti in cassa integrazione, gli stipendi non pagati, i debiti verso INPS e tutto il resto”.

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